[I lavoratori salveranno Roma] Inchiesta Ama: i rifiuti del(la) Capitale

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Ripubblichiamo di seguito l'inchiesta sull'azienda pubblica che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti della città più grande d'Italia a cura del Coordinamento Operaio Ama (COA), un coordinamento di lavoratori e lavoratrici dell'Ama (Azienda Municipale Ambiente) che nel 2014, di fronte al tremendo attacco sferrato con il famigerato decreto Salva-Roma da parte di Governo e Comune alle condizioni di lavoro e di vita di migliaia di lavoratori, hanno deciso di organizzarsi insieme al di là delle differenti appartenenze o non appartenenze sindacali per provare ad invertire la rotta e pretendere maggiori diritti ed una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali attraverso la lotta.
In questo coordinamento sono entrati a far parte anche studenti e militanti di diverse strutture politiche romane e nazionali che hanno deciso di sostenere questo percorso con tutti i mezzi a loro disposizione. Uno dei primi strumenti che il COA si è dato è stato l'inchiesta che ha permesso di mettere in luce le problematiche e le complicate interconnessioni economiche e politiche fra pubblico e privati di un'azienda che impiega quasi 8000 dipendenti e che gestisce la raccolta dei rifiuti di un'area di 1.285 kmq.

Anche noi abbiamo dato il nostro contributo e riteniamo importante diffondere il più possibile questa inchiesta perché riteniamo che la situazione dei dipendenti dell'Ama sia del tutto simile a quella di tantissimi altri lavoratori così come può esserlo la soluzione che si sta cercando di mettere in atto.
Anche questo è un modo per continuare a supportare la resistenza e dare una mano a preparare l'offensiva di questo tenace gruppo di lavoratori e compagni che davanti all'ennesimo tentativo di far pagare una crisi aziendale agli ultimi anelli della catena attraverso tagli e privatizzazioni, ha sempre rivendicato, al contrario, un "controllo operaio sulla produzione". In quanto "non crediamo che la soluzione sia tecnica, o che siano le pressioni del mercato a poter risolvere magicamente i problemi. Noi non ci stiamo ad aspettare passivamente. Crediamo, invece, che la soluzione sia politica, che non possiamo aspettare passivamente un nuovo padrone che sostituisca i vecchi o aspettarci che qualcuno dall’alto venga a risolvere i nostri problemi."
Vi lasciamo, dunque, alla scoperta delle sorti dei lavoratori AMA nella crisi economica ed ecologica di Roma.
 

I rifiuti del(la) Capitale: le sorti dei lavoratori AMA nella crisi economica ed ecologica di Roma

Bisogna ammetterlo, la Capitale è in crisi su tutti i fronti.
Innanzitutto soffre una crisi economica senza precedenti: nel 2008 è stata infatti creata una bad company, ossia una struttura commissariale governativa che avrebbe dovuto accertare l’entità del debito del Comune al 24 Aprile 2008 e programmarne l’estinzione con cospicui finanziamenti statali, lasciando la gestione ordinaria libera da vincoli (da allora lo Stato versa ogni anno 300 milioni ed il Comune ne accantona altri 200). Questo escamotage non è però riuscito ad evitare che si ripresentasse il rischio default in quanto il debito non ha smesso di accumularsi nemmeno in quella che doveva essere la good company, cioè nella gestione ordinaria dal 2008 in poi. Questo ennesimo buco di bilancio motiva così il famigerato SalvaRoma.
In secondo luogo, vive un’immensa crisi politica: dopo gli scandali delle varie Parentopoli arriva l’inchiesta Mondo di Mezzo a rimettere il caos nel Comune, che ha addirittura rischiato lo scioglimento per mafia.
Infine, Roma e provincia si trovano attualmente in una profonda crisi ambientale: per anni lo smaltimento dei rifiuti si è poggiato sostanzialmente sulla discarica più grande d’Europa – Malagrotta – che ha chiuso e non si ha alcuna alternativa concreta.
Uno dei denominatori comune di questa tripla crisi è l’azienda si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti della città più grande d’Italia: l’AMA, Azienda Municipale Ambiente.
In quanto lavoratori e lavoratrici AMA, soffriamo fortemente la cattiva gestione aziendale sia come utenti, sentendo in più la responsabilità sociale del lavoro che svolgiamo, sia come operai, visto non solo l'aumento dei carichi di lavoro, ma anche le aggressioni verbali – e ultimamente anche fisiche – cui siamo oggetto da parte di cittadini infuriati per i rifiuti accumulati accanto ai cassonetti.
Ma non crediamo che la soluzione sia tecnica, né tantomeno che siano le pressioni del mercato a poter risolvere i problemi. Crediamo, invece, che la soluzione sia politica: non possiamo aspettare passivamente un nuovo padrone che sostituisca i vecchi o aspettarci che qualcuno dall’alto venga a risolvere i nostri problemi.
Per questo motivo, insieme ad alcune realtà sociali romane, abbiamo deciso di produrre quest’inchiesta che ci permettesse di capire come funziona la nostra azienda, quali problemi ci sono e cosa possiamo fare noi.
 

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