[Padova] Ex-lavoratori della cooperativa Arte Service in presidio per stipendi e contributi non pagati

Operai al lavoro all'interno del teatro Geox

Lavorare in condizioni durissime ore su ore, giorno e notte, di sabato, di domenica ed in occasione di tutte le festività possibili, per assicurare la riuscita dei “grandi eventi” – targati Zed Live entertainment – che ravvivano le serate venete e, in compenso, non ricevere né il salario dovuto, né alcun tipo di contributi: si lasciano riassumere così gli scorsi mesi per gli ex-lavoratori della cooperativa Arte Service, in lotta per avere quanto gli spetta.

Si tratta di una ventina di uomini, quasi tutti di origine rumena, che dall’agosto 2014 non ricevono una busta paga degna di questo nome. Assunti nella cooperativa che ha sede ad Argelato (BO), con contratti – rivelatisi in gran parte falsi – da “operaio metalmeccanico con mansioni di facchinaggio”, hanno svolto i compiti più diversi presso il Teatro Geox di Padova e altre strutture che ospitano i concerti e le serate organizzate da Zed: facchinaggio, montaggio palchi, aiuto al catering, saldature… Nonostante i ritmi di lavoro sfiancanti, i costanti ricatti ed i pagamenti a singhiozzo, che avvenivano quando i responsabili della cooperativa dichiaravano di ricevere i soldi dal committente (soldi che però risultavano sempre insufficienti e venivano per questo “equamente redistribuiti” tra i lavoratori senza osservare alcuna corrispondenza con le ore di lavoro effettivamente svolte), i lavoratori hanno continuato l’attività fino a qualche mese fa con la speranza che i conti venissero prima o poi saldati. Nella primavera di quest’anno, quando la situazione è divenuta insostenibile, gradualmente hanno tutti smesso di lavorare, rivolgendosi ai sindacati (Fiom-Cgil) e alla Direzione Territoriale del Lavoro per denunciare le condizioni in cui si trovavano e ottenere i pagamenti arretrati.

Da allora è iniziata la loro lotta per salvaguardare la propria dignità di persone e lavoratori. Le difficoltà sono però da subito state evidenti, fin da quando le dimissioni per giusta causa sono tornate al mittente poiché non ricevute da Arte Service. Più volte i lavoratori hanno tentato di organizzare degli incontri, sia con la cooperativa che con Zed Live, trovandosi anche a dover andare fino a Bologna (ovviamente a spese proprie) per poi non essere ricevuti da nessuno o venendo respinti in malo modo. Quando sono stati ricevuti, se ne sono sempre tornati a casa con un nulla di fatto. Nelle ultime settimane la situazione sembrava essersi sbloccata e volgere al meglio, poiché all’ultimo incontro il commercialista del consorzio di cooperative bolognese di cui Arte Service fa parte si era presentato portando un piccolo anticipo degli arretrati e un legale di Zed aveva assicurato il pronto (24-48 ore) pagamento del restante. Da allora sono trascorse quasi due settimane e di quanto promesso non si è vista neanche l’ombra. Ad oggi gli ex-lavoratori hanno un credito enorme con l’azienda e la cooperativa che li hanno impiegati per oltre due anni: alcuni devono ancora ricevere tra i 1500 e i 5000 euro di salario base (6 euro all’ora); a nessuno sono state corrisposte le maggiorazioni per gli straordinari – quando lavoravano anche 60 ore a settimana! –, per le ore notturne ed i festivi, così come le ferie, i permessi, tredicesime e quattordicesime; infine, i lavoratori hanno recentemente avuto la conferma che per l’intera durata del loro rapporto di lavoro, che formalmente è ancora in corso – cosa che impedisce loro sia di iscriversi alle liste dei Centri per l’Impiego, sia di ricevere il sussidio di disoccupazione –, non è stato versato loro neanche un centesimo di contributi previdenziali.

A fronte di una situazione così critica, che li vede impossibilitati tanto a trovare un nuovo impiego, quanto ad ottenere un aiuto da parte degli istituti di previdenza sociale, gli ex-lavoratori Arte Service non sono più disposti ad aspettare e a sopportare l’arroganza dei padroni. La loro prima risposta all’ennesima promessa non mantenuta e all’ennesima porta sbattuta in faccia sarà un presidio in occasione del concerto di Nek di domani, venerdì 4 dicembre, dalle ore 20 alle 22, all’ingresso del Gran Teatro Geox di Padova. A sostenerli e supportarli ci saranno anche studenti universitari, insegnanti protagonisti della mobilitazione contro la “buona scuola” del governo Renzi e lavoratori di altre realtà locali in lotta (Ikea, Haier, …).

Non possiamo non sostenere anche noi la lotta di questi lavoratori, vessati e trattati come forza lavoro usa-e-getta in uno sporco gioco di appalti, contratti falsi, ricatti e promesse fasulle. Un sistema fin troppo collaudato e consolidato, che chissà quante altre lavoratrici e quanti altri lavoratori del grande circo dei “grandi eventi” coinvolge. Diamo forza alle rivendicazioni degli ex-lavoratori Arte Service – perché ottengano quanto gli spetta, e perché anche altri trovino la forza di ribellarsi a questo stato di cose!

Qui sotto due video - uno in italiano e uno in rumeno - in cui gli ex-lavoratori Arte Service raccontano la loro vicenda e spiegano le loro ragioni.

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