[Campania - 28/] Rifiuti, 2000 posti a rischio. Scioperano i lavoratori degli ex-consorzi

Per la gestione pubblica del ciclo dei rifiuti e la stabilizzazione dei 2000 lavoratori già impiegati negli ex-consorzi di bacino. Contro l'ingresso dei privati e il conseguente rafforzamento della presenza della criminalità organizzata, affidando il messaggio della protesta ad uno striscione provocatorio che recita “w i casalesi”.

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Con queste rivendicazioni un centinaio di lavoratori hanno presidiato stamattina la sede della struttura del sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso a Piazza Plebiscito dopo che una sentenza del Consiglio di Stato ha annullato le due ordinanze del 2001 con cui sono stati assunti duemila di loro.

E per 221 è già arrivata la lettera di licenziamento nonostante una recentissima ordinanza della Presidenza del Consiglio che intima ai comuni e alle rispettive municipalizzate di farsi carico di tutti questi lavoratori degli ex-consorzi di bacino. Ma al momento quasi nessuno dei comuni del nuovo consorzio unico di bacino Napoli-Caserta si è mosso di conseguenza e questo, a detta degli scioperanti, “per affidare tutte le attività ad imprese private che operano senza trasparenza e molto spesso in odore di camorra”.

Questo è solo l'ultimo preoccupante episodio della questione rifiuti in Campania mentre proprio in questi giorni ritornano per le strade i cumuli di sacchetti e l'incubo di una nuova emergenza.

“Si scoprono le carte rispetto alla recente gestione straordinaria” afferma un lavoratore e si annunciano altre azioni eclatanti se non si interverrà tempestivamente.

Oggi, intanto, per lo sciopero di 12 ore, sono rimaste ferme le discariche di Maruzzella nel Casertano, Parapoti nel Salernitano, Ariano Irpino in provincia di Avellino e Casalduni in quella di Benevento.

Di seguito le interviste a due lavoratori intervenuti al presidio:


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