[Roma] Lavoratori degli aeroporti contro precarizzazione e sfruttamento

manifestazione dei lavoratori degli aereporti roma

Lo scorso 8 agosto si è giunti ad un punto cruciale riguardo le vicende dell’ex compagnia aerea di bandiera, è stato siglato, tra grandi manifestazioni di soddisfazione di istituzioni e aziende,  l’accordo tra Alitalia e il colosso arabo del trasporto aereo Etihad. Di ben altro tipo invece erano le manifestazioni dei lavoratori.

I dipendenti Alitalia, pesantemente coinvolti nei piani messi in atto dalle compagnie e dal governo, dopo essersi visti decurtare il proprio salario per via del “contributo di solidarietà” con il pieno appoggio di tutti i sindacati confederali, rischiano anche di ritrovarsi senza lavoro a causa dei consistenti tagli al personale messi tra le condizioni necessarie per la firma dell'accordo da parte del vettore arabo.

Gli esuberi previsti dal piano industriale sono di 2.171 posti di lavoro, di questi 616 saranno riassorbiti in Alitalia, 90 sono lavoratori pensionabili e 50 dipendenti all’estero; invece altri 681 verranno ricollocati (200 presso Etihad, 200 per l’attività di manutenzione degli aerei) e 250 saranno esternalizzati presso aziende terze e fornitori. Restano ben 954 dipendenti per cui è prevista la mobilità (ai lavoratori che aderiranno alla mobilità volontaria che scatterà dal 15 settembre spetterà una buona uscita di 10mila euro e gli sarà garantito l'80% dello stipendio per una durata variabile da uno a tre anni a seconda della fascia di età) e in seguito un “contratto di ricollocazione” del quale al momento non si hanno ancora notizie.

manifestazione precari alitalia romaA queste cifre previste dall’accordo ne va aggiunta un’altra che le compagnie hanno pensato bene di omettere, quella dei lavoratori a tempo determinato che Alitalia sfruttava nelle fasi di maggior traffico aereo. La situazione di questa parte dei lavoratori è stata denunciata negli scorsi giorni dalla stessa Filt-Cgil (unico sindacato confederale a non aver ancora sottoscritto il piano esuberi) che ha fornito anche una stima numerica approssimativa tra le 700 e 800 persone.

All’attacco verso la condizione dei lavoratori Alitalia è strettamente correlato quello che invece hanno subito molti lavoratori dell’indotto aeroportuale. Dal fallimento pilotato Groundcare (principale handler sugli scali romani) alla situazione AMS (che si occupa della manutenzione e la revisione degli aerei) è chiaro che gli intenti speculativi messi in atto nei confronti dei lavoratori del trasporto aereo si inaspriscono sempre più.

Per questo, dopo le importanti mobilitazioni nei giorni a ridosso della firma dell’accordo, i lavoratori di Alitalia e del comparto del trasporto aereo sono tornati a farsi sentire nella giornata di ieri con una manifestazione tenutasi preso l’area tecnica dell’aeroporto di Fiumicino per protestare ancora contro la precarizzazione dilagante (tra i dipendenti Alitalia con contratti a tempo determinato ci sono lavoratori precari anche da 10 anni), le scarse condizioni di sicurezza, e lo sfruttamento sempre più duro messo in atto da “investitori” nazionali e internazionali che vedono gli aeroporti come luoghi ideali per fare profitto sulle spalle di chi lavora.

Rete Camere Popolari del Lavoro