Ntv (Italo treni): a rischio un terzo dei posti di lavoro

2014_09_04_ntv_italo.jpg

Dopo la pesante polemica su twitter con personaggi del calibro di puffo brontolone, l’ex-ministro Gasparri non smette di “cinguettare” e di generare polemica.

Questa volta oggetto dei suoi strali non è lo strano ometto blu, ma sono gli imprenditori Della Valle e Montezemolo, fondatori della Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori): «Italo treno ma che promozioni, presto chiuderete»; «siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da Della Valle & Montezemolo».

La compagnia ferroviaria dell’alta velocità ha dato mandato ai propri legali «di assumere ogni opportuna iniziativa» nei confronti del vice presidente del Senato, «autore di sconcertanti e reiterate dichiarazioni», a tutela della propria immagine. Guardando oltre la diatriba tra Gasparri e i due imprenditori, la situazione della compagnia ferroviaria sembra però tutt’altro che florida e i suoi vertici hanno ben pensato di provare a risolvere il problema, come al solito, a scapito dei lavoratori.

Da un paio di giorni circola infatti insistentemente la notizia dell’apertura di una procedura di mobilità (che rappresentano di fatto il preludio del licenziamento) per circa un terzo del lavoratori della Ntv (300 su 1000), che attualmente usufruiscono del contratto di solidarietà. Nell’ultimo biennio le perdite sono arrivate a 156 milioni di euro, sfiorando un debito complessivo per l’azienda di 781 milioni, con un capitale che solo nel primo trimestre di quest'anno si è ridotto di un terzo.

Nonostante ci sia stato un progressivo aumento del numero dei passeggeri (passati negli ultimi due anni da due milioni a 6,2 milioni), Ntv sembra non riuscire a reggere la guerra al ribasso dei prezzi scatenata dalla concorrente Trenitalia e soprattutto, come hanno spesso sottolineato i vertici aziendali, si è vista tagliare le gambe dal decreto competitività del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che prevede la  fine del regime tariffario agevolato del 1963, con un incremento (che l'azienda considera insostenibile a fronte del fatto che è costretta a pagare 120 milioni l'anno per l'accesso alla rete) dei costi di 15-20 milioni l'anno a partire dal 2015.

A partire da questa situazione critica Antonello Perricone, presidente di Ntv, ha sottolineato, con la solita retorica dei sacrifici per il bene dell’azienda, che questo momento di crisi va superato «facendo tutti la propria parte» e come al solito per i padroni la parte che tocca ai lavoratori è quella di andarsene a casa…

Rete Camere Popolari del Lavoro