[ Firenze] Presidio dei lavoratori delle Province

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Oggi, lunedì 15 dicembre, saranno in presidio davanti alla Giunta regionale toscana, i lavoratori delle Province, in concomitanza con il tavolo dell'Osservatorio regionale per l'attuazione della Legge Delrio che stabilirà le sorti dei 4.500 dipendenti.

Dopo la mobilitazione di Arezzo e di Massa, dove i lavoratori in assemblea hanno prospettato l'occupazione del Palazzo Ducale, oggi il presidio nel capoluogo alle ore 15.30 in Piazza Duomo.  Il tema ovviamente è di portata nazionale, come riportato dal Sole 24 ore di oggi, "da gestire c'è una trasformazione che secondo le stime governative più aggiornate può spostare anche oltre 20mila dipendenti, lasciandone 18mila per le funzioni fondamentali che rimangono alle Province «di secondo livello», cioè non più elette direttamente dai cittadini, e altri 10mila per le attività in collaborazione con Regioni e Comuni. "

A Firenze, saremo presenti al presidio, per cui, seguiranno aggiornamenti.

La Nazione
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Qui di seguito il comunicato dei Cobas

LAVORO E DIGNITA' PER IL PERSONALE DELLA PROVINCIA

Ancora una volta il personale della Provincia è costretto a difendere la propria dignità da dirigenti e politici.
La modifica di una determinazione, come richiesto alla dirigente dal personale dei centri per l' impiego, sarebbe stato il riconoscimento della loro professionalità, anche se in termini di tutele e diritti avrebbe avuto un impatto ridotto, ma allo stesso tempo sarebbe stato un piccolo segnale di rispetto verso lavoratrici e lavoratori ormai considerati merce da svendere nel processo di riordino delle province.
Perfino anche sotto il profilo formale questi dirigenti\amministratori sono indisponibili a riconoscere la professionalità e le istanze del personale della Provincia, asserviti alle logiche autoreferenziali di chi si sente una casta di intoccabili.
Dopo anni di business con i fondi europei, dopo avere taciuto sul progressivo smantellamento delle politiche di direzione e formazione in materia di lavoro, oggi si va verso il progressivo esaurimento della presenza di personale pubblico nei centri per l'impiego, piegandosi di fatto ai voleri della troika europea che controlla le risorse finanziarie.
Qui non si tratta di contrapporre personale della Provincia a quello delle cooperative a cui sono stati affidati servizi, bisogna invece contrastare la concezione di fondo per assicurare politiche attive del lavoro a favore dei disoccupati in un clima che non sia di svalutazione delle competenze, di incertezza e precarietà per il personale degli uffici.

Se a qualche dirigente venisse questa idea saremmo i primi a contrastarla senza incertezze e ipocrisie, la vera questione riguarda il futuro delle Province, la supina accettazione dello smantellamento delle stesse, inizialmente condivisa anche da cgil cisl uil.

E' ormai cosa risaputa che per anni non sono stati stanziati soldi per formazione e aggiornamento del personale della Provincia, preferendo, nel caso specifico, gestire i centri per l'impiego secondo logiche perdenti che hanno portato alla loro progressiva liquidazione.
Bisogna intervenire con chiarezza su come stanno gestendo i soldi, a quale scopo e finalità, non basta dirsi a favore delle province quando non si opera concretamente per salvaguardarne funzioni , personale e ruoli.
Sappiamo che esiste la possibilità che il personale in eccedenza rischi concretamente l'esubero in una prospettiva futura dominata da grande confusione. Ecco perchè i Cobas non sono solo per la semplice modifica della determina ma perchè la mobilitazione riguardi ben altro, le questioni dirimenti per il personale della provincia e dei suoi appalti

Cobas pubblico impiego

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