[Avellino] Clinica Malzoni, i lavoratori stanchi di promesse, proclamano uno sciopero di 48 ore

clinica malzoni

I lavoratori e le lavoratrici della clinica Malzoni incrociano le braccia per uno sciopero di 48 ore, previsto per Giovedì e Venerdì prossimo, sciopero degli strutturati e dei dipendenti a tempo determinato, garantendo solo i turni di emergenza.

Questa è la strada che lavoratori e sindacati hanno deciso di percorrere, quando in occasione dell’incontro tenuto la scorsa settimana, i vertici della clinica hanno assicurato ai sindacati, ricevuti ciascuno con un apposito appuntamento, che saranno mantenuti i livelli occupazionali e che il mancato pagamento delle spettanze era legato al blocco del trasferimento delle risorse da parte della regione Campania. Ma queste promesse gettate al vento, non sono servite a placare gli animi dei dipendenti i quali, insospettiti ancor di più dall’atteggiamento dell’azienda di voler convocare i sindacati singolarmente, hanno deciso di rispondere con una protesta forte e compatta. Così giovedì e venerdì i lavoratori e le lavoratrici delle strutture sanitari della clinica “Malzoni” di Avellino e alla Diagnostica Medica di via Nazionale Torrette sciopereranno all’unisono.

I motivi che hanno spinto a questo forte segnale di protesta sono più di uno: il futuro in bilico di circa 20 lavoratori e lavoratrici interinali; dichiarazioni di personale in esubero che, dall’inizio dell’anno, hanno fatto scattare diversi trasferimenti per spalmare l’organico in base alle esigenze lavorative del gruppo; mancato pagamento della tredicesima e premio di produzione e nessuna certezze circa la liquidazione dell’ultima mensilità arretrata, quella di gennaio. Ed ancora le quote di mensilità arretrate salgono fino a sei per i lavoratori Astra, l’azienda che garantisce servizi di pulizia alla Malzoni.

Senza dimenticare i 17 avvisi di garanzia emessi dalla Procura per la vicenda dell’accreditamento della struttura, atti che vedono coinvolti tra i tanti personaggi anche lo stesso Carmine Malzoni, fondatore della struttura di Viale Italia
Non importa quanto tu sia produttivo sul tuo posto di lavoro o quanto tu sia flessibile nell’accettare i repentini cambi di turno o gli spostamenti di organici nelle diverse strutture, quando il padrone si trova alle strette, sono sempre i suoi dipendenti a pagarne in primis le spese.

Fonti:
Corriere Irpinia
Irpinianews
Ottopagine

Rete Camere Popolari del Lavoro