[Padova] Zed Live: lavoro di serie Z

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In questi roventi giorni di luglio, che stanno contando morti pressoché quotidiane sui luoghi di lavoro, ci sono lavoratori che non smettono di lottare contro lo sfruttamento di cui sono vittime. A Padova gli ex operai di una cooperativa hanno denunciato le ragioni per cui sono stati costretti ad abbandonare “volontariamente” il posto di lavoro: contratti inesistenti, contributi mai versati, mesi di stipendio mai pagati.

 

Sono uomini, in gran parte di origini romene o moldave, che a lungo hanno lavorato in condizioni durissime per assicurare la riuscita dei “grandi eventi” (concerti, festival…) che l’azienda Zed organizza periodicamente in Veneto. Hanno montato i palchi e svolto le mansioni più disparate, tutto ciò senza alcuna garanzia e… gratis!

Questa denuncia, che gli ex soci della cooperativa Arte Service faranno sentire domani a Piazzola sul Brenta (PD) in occasione del concerto di Anastacia, solleva ancora una volta la questione di cosa significa lavorare per rendere possibili tutti questi eventi da centinaia di migliaia di euro. Significa, come sappiamo, poter morire durante il montaggio di un palco, essere “assunti” senza contratto e senza ricevere un centesimo di salario, e dover lavorare su turni da più di dieci ore, senza pause, e subendo i maltrattamenti di capi e capetti. Qui, ad esempio, la lettera di denuncia delle ragazze e dei ragazzi che hanno lavorato alla scorsa edizione padovana del festival “Irlanda in Festa”.

Sulla vicenda dei lavoratori di Arte Service ripubblichiamo, assieme al servizio televisivo realizzato dall’emittente Rete Veneta, un articolo – a firma di Massimo Zilio – uscito quest’oggi sul Gazzettino di Padova.

Saranno a Piazzola sul Brenta sabato sera, a protestare in occasione del concerto di Anastacia all’Hydrogen Festival. Sono una dozzina di lavoratori di Arte Service, cooperativa che fornisce servizi di supporto in occasione di diversi eventi organizzati da Zed, che denunciano irregolarità contrattuali e mancate retribuzioni. «Abbiamo lavorato al Gran Teatro Geox, per i concerti dello stadio Euganeo e a Piazzola - raccontano i lavoratori, che si sono rivolti alla Fiom per sostenere le loro ragioni - Abbiamo sempre fatto un po’ di tutto, quello che serviva per realizzare gli eventi: scaricavamo i camion, spostavamo i fusti di birra, portavamo cibi e bevande nei camerini degli artisti. Adesso abbiamo lasciato il posto: da mesi riceviamo solo promesse e non vediamo i nostri soldi». I lavoratori, in gran parte romeni o moldavi, denunciano anche condizioni di lavoro molto difficili: «Se provavi a chiedere dei soldi venivi messo in punizione - continuano i lavoratori - Ti dicevano “non vogliamo sindacalisti”. I pagamenti arrivavano a singhiozzo, molti di noi non hanno ricevuto più nulla dallo scorso ottobre, altri hanno avuto piccoli acconti. Alla fine non ce l’abbiamo fatta e abbiamo denunciato la situazione». I lavoratori si sono mossi non solo attraverso il sindacato, ma anche presso la Direzione territoriale del lavoro. Intanto il sindacato ha provato una mediazione: «Abbiamo provato a contattare i responsabili della cooperativa - spiega Gianluca Badoer della segreterai provinciale Fiom - Non sono venuti all’appuntamento concordato. Adesso agiremo legalmente, sulla base dei dati raccolti. Faremo le ingiunzioni di pagamento e denunceremo la situazione all’Inps per le verifiche sui contributi previdenziali. Vogliamo andare fino in fondo: chi avrà delle responsabilità dovrà prendersele». La cooperativa, i cui amministratori sono veronesi, lavora soprattutto negli eventi organizzati da Zed e per questo i lavoratori hanno scelto di portare la loro protesta sabato a Piazzola: «Se porto qualcuno a casa mia cerco di informarmi su chi sia», conclude Badoer.

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