Sciopero generale del lavoro pubblico

sciopero generale lavoro pubblico USB

Venerdì mattina a Milano, Napoli e Roma c'è stato lo sciopero generale del lavoro pubblico proclamato dall'USB. Lavoratori e lavoratrici appartenenti a tutte le categorie del pubblico impiego, lavoratori dei servizi pubblici privatizzati ed esternalizzati e delle partecipate e gli Lsu Ata della Scuola sono scesi in piazza contro la Legge di Stabilità che prevede ridicoli aumenti contrattuali (5 euro medi lordi mensili) continuando a tenere bloccate le assunzioni nel pubblico impiego ignorando diritti di precari e vincitori di concorso; che riduce da 8.000 a 1.000 il numero delle aziende partecipate, favorendo la definitiva privatizzazione di numerosi servizi territoriali; che taglia Sanità e servizi mentre aumenta le spese militari.

Una situazione quella del pubblico impiego in cui i lavoratori si trovano senza rinnovo del contratto nazionale dal 2009 e con un aumento dei carichi di lavoro dovuti al blocco delle assunzioni (e quindi del turnover) previsto dalla Legge Brunetta, a fronte di una riduzione del salario accessorio, licenziamenti di numerosi precari, tagli alle risorse destinate ai servizi pubblici ed una pesante restrizione del diritto di sciopero giustificata come tentativo di estirpare la presunta "fannulloneria" dei dipendenti pubblici.

Da tempo i dipendenti della PA, i vigili del fuoco, le maestre, gli autisti del trasporto pubblico -per citare solo alcuni dei presenti- stanno lottando per resistere ai continui attacchi fatti al mondo del lavoro in generale ed a quello pubblico nello specifico. A Roma lo abbiamo visto con le grosse manifestazioni che si sono susseguite a partire dall'estate 2014, con la vittoria al Referendum sul contratto decentrato dello scorso Marzo, con i continui presidi sotto il Campidoglio per chiedere <<Salario, diritti e dignità per garantire i servizi ai cittadini>> e dire basta ai sacrifici!
Non a caso la manifestazione romana si è aperta con lo striscione "Vostri i morti, nostre le guerre" per ribadire che la guerra fatta con le armi in altri Paesi risponde agli interessi degli stessi governanti e padroni che nel nostro Paese ci impongono tagli ed austerità per continuare a far arricchire le banche ed i grossi imprenditori. Non dobbiamo credere, quindi, a chi ci parla di 'interessi generali', perché è vero che siamo tutti sulla stessa barca ma quando la barca affonda ci sono quelli che possiedono le scialuppe che si salvano e si fanno i soldi vendendo salvagenti, e quelli che invece non hanno nulla che si massacrano fra loro per accaparrarsi quello che resta.

Sosteniamo i dipendenti pubblici perché la loro è la lotta di tutte e tutti quelli che si oppongono ai ricatti, quando ci chiedono di accettare tutto pur di mantenere il posto di lavoro, quando ci chiedono sacrifici in nome di una ripresa economica o del pagamento di debiti di cui nessuno ci ha messo al corrente, o quando ci propongono guerre e militarizzazione in nome di una maggiore sicurezza!

E' dura ma, come cantavano al corteo, "la gente come noi non molla mai!".

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