[Milano] Anche i lavoratori della chimica non vogliono essere svenduti

svendita versalis

Giovedì 17 dicembre i lavoratori di Versalis, società del gruppo ENI che si occupa della chimica, si sono ritrovati per un presidio nazionale sotto la sede centrale di ENI, a San Donato.

A questo fatto si sono limitati i pochi trafiletti che la stampa ha degnato di scrivere sul fatto, riprendendo probabilmente l’annuncio senza neanche farsi vedere sul luogo della protesta. 

Le voci della svendita della maggioranza dell’azienda, con tutta probabilità a un fondo investimenti americano, SK Capital, che opera sul mercato internazionale solo dal 2009, sono diventate ormai una certezza. Qualche anno fa ENI aveva chiesto ai lavoratori della chimica di accettare peggiori condizioni contrattuali in cambio della promessa di forti investimenti che riconvertissero gli impianti alla chimica verde, ed oggi, invece, (s)vende un’attività che ha lasciato andare alla deriva.
Questo comportamento indifferente ha spinto i lavoratori, operai e impiegati, a venire da tutt’Italia in buon numero per far sentire la propria voce. E nonostante i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil abbiano cercato di frenare la protesta i lavoratori si sono resi conto che le parole contano poco e che era necessaria un’azione che dimostrasse la loro rabbia. Così il presidio si è trasformato in un corteo itinerante che è arrivato a bloccare la via Emilia. I quasi 2000 lavoratori si sono quindi mossi tra i vari palazzi, sedi di diverse divisioni ENI, per poi tornare sotto la sede di Versalis. Qui la dirigenza ha dimostrato tutta la sua “disponibilità” a parlare facendo loro trovare i carabinieri dispiegati davanti all’entrata, a dire che nessuna trattativa sarà concessa. Come afferma uno di questi lavoratori, a cui dobbiamo le foto e i video sotto, “i posti di lavoro si difendono nelle piazze, non negli uffici!”.

 

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