[Firenze] La Prefettura deve arrendersi davanti alla determinazione degli autisti ATAF

2016_05_18_ATAF.jpg

Finalmente dopo 3 anni, si chiude lo scontro tra la Prefettura e i lavoratori di ATAF con una vittoria importante per i nostri ! Ricordate la mobilitazione degli autisti di Genova e di Firenze contro le privatizzazioni del trasporto pubblico locale? Finalmente, a Firenze grazie alla determinazione degli autisti, si è riusciti a fermare le iniziative della Prefettura volte a perseguitare i protagonisti dello sciopero radicale di due giorni (5 e 6 dicembre 2013).

Nel dicembre del 2013, i dipendenti Ataf scioperarono ad oltranza, oltrepassando i limiti previsti dalla legge, per cui il prefetto adottò un’ordinanza di precettazione, chiedendo invano agli autisti di sospendere la protesta e far ripartire i bus. A quel punto scattarono le sanzioni, ossia multe di 600 euro per circa 600 lavoratori, comminate a causa del mancato rispetto della precettazione, per un importo complessivo di 360 mila euro. L'importo delle multe e la quantità di lavoratori coinvolti hanno pochi precedenti nella storia della legge 146/90, detta anche legge anti-sciopero, perchè puntualmente utilizzata per reprimere le azioni di rivendicazione dei lavoratori, anche in settori che niente hanno a che vedere con i servizi pubblici essenziali. Nemmeno agli autoferrotranvieri genovesi, che nell'autunno dello stesso anno avevano tenuto in scacco l'amministrazione comunale, la questura e soprattutto gli speculatori per una settimana, subirono una repressione così forte. La solerzia della Prefettura fiorentina rispondeva in realtà (alla faccia della presunta neutralità dello Stato!) agli interessi di BusItalia, che aveva bisogno di stabilire un contratto aziendale favorevole - cancellando i diritti conquistati in decenni di lotte dagli autisti fiorentini - da applicare alle altre aziende di trasporto pubblico delle grandi città metropolitane in via di privatizzazione.

Niente da fare: evidentemente i referenti politici - e giudiziari - di Moretti e Co. hanno peccato di grossolaneria, perchè le sanzioni sono state impugnate vittoriosamente dai lavoratori, per cui centinaia di multe sono state annullate grazie ad un "cavillo formale": la precettazione non era stata comunicata correttamente!

Ma una "formalità" non ha certo fermato l'azione politica della Prefettura che ha inteso ristabilire, non tanto il rispetto delle leggi, quanto il sostanziale ordine anti-sciopero e, soprattutto,ha voluto inibire i lavoratori dalla messa in atto di mobilitazioni radicali, "fuori controllo". Per cui la Prefettura ha a sua volta impugnato le sentenze che annullavano le multe inflitte ai lavoratori, ricorrendo in Cassazione. Ed eccoci all'epilogo : l'Avvocatura Generale dello Stato è stata costretta a bloccare tale ricorso poichè mancavano i presupposti giuridici, sebbene quelli politici fossero evidenti!

Come ribadiscono i lavoratori stessi, si tratta di lunga battaglia che ha costretto la Prefettura ad una resa incondizionata grazie all'unità e determinazione espresse dagli autisti!

Intanto, la mobilitazione degli autisti contro il processo di privatizzazione non si è lasciata inibire dai tentativi prefettitizi di imbrigliare gli scioperi, infatti, in ultimo con uno sciopero di 24 ore (ottobre 2015), i lavoratori hanno protestato contro gli effetti della gestione privata di Busitalia: riduzione delle corse, allungamento dei tempi di percorrenza, scarsa manutenzione dei mezzi, organico insufficiente, turni più lunghi ..

Qui di seguito l'intervista all'Avvocato Letizia Martini che ha seguito tutta la vertenza e il comunicato dei COBAS 

Ebbene sì.

Possiamo veramente dire di avercela fatta. E di avercela fatta alla grande!

Finalmente, dopo aver perso tutti gli appelli proposti davanti al Tribunale di Firenze contro le sentenze dei giudici di pace che avevano accolto le centinaia di ricorsi dei lavoratori ed aver scomodato addirittura l’Avvocatura Generale dello Stato a Roma per vedere se c’erano i presupposti per il ricorso in Cassazione sentendosi dire un sonoro NO!

La Prefettura rinuncia a coltivare tutti gli appelli proposti contro le sentenze che annullavano le multe per lo sciopero del 6 dicembre 2013!!

E questa rinuncia segna la parola fine ad una battaglia che va avanti dal dicembre 2013.

A nulla sono valse le forti pressioni politiche, che si facevano chiaramente sentire nelle durissime discussioni nei giudizi davanti ai giudici: la legalità ed il diritto per cui ci si siamo fortemente battuti hanno vinto sulla prepotenza e l’arroganza di chi, chiamato a gestire con un ruolo super partes un contenzioso sociale, lo aveva fatto punendo duramente i lavoratori.

Siamo fieri di aver impiegato tutte le nostre energie in questa lunga battaglia, fatti di centinaia di ricorsi, centinaia di udienze, di lettere al Prefetto e agli organi di stampa in cui segnalavamo il costo per la collettività della sconsiderata scelta di andare avanti in appello. Perché tutto questo ha costretto la Prefettura alla resa incondizionata. Ed è una resa con un forte valore anche politico.

Siamo fieri di aver dato a tutti la possibilità di opporsi a queste sanzioni, a prescindere dalla iscrizione al nostro sindacato, di essere stati i primi a vincerle, perché la
lotta del 5 – 6 dicembre 2013 è stato forse il momento di più profonda unità dei lavoratori, di tutti i lavoratori, finalmente uniti.

E forse di quei momenti, per quanto difficili, ci dovremmo ricordare più spesso.

Perché solo con l’unità dei lavoratori si ottengono i risultati.

Rimane il rammarico per quei pochi che purtroppo hanno perso per i quali, a questo punto, potremo ricorrere ai soldi della cassa di solidarietà.

Un grande e doveroso ringraziamento va al nostro studio legale e in parti colare all’avvocato Letizia Martini che ci ha creduto sempre e ha fatto un lavoro immenso, ma un grazie ai lavoratori che hanno creduto che valesse la pena crederci e provare a vincere.

Rete Camere Popolari del Lavoro