[Sesto S.Giovanni-MI] Ex-Alstom: intimidazioni contro i lavoratori in lotta

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Proprio ieri, in una giornata di lotta in cui la è Francia è stata bloccata da nord a sud da scioperi e proteste contro la Loi Travail‬, e in cui in Italia si sono susseguiti presidi e manifestazioni, i lavoratori della ex Alstom (ora General Electric) di Sesto san Giovanni

hanno‬ subito un preoccupante atto intimidatorio da parte dell'azienda: all’arrivo in fabbrica si sono infatti trovati davanti delle guardie con il manganello, che, a quanto pare, oggi potrebbero entrare anche in altri reparti. La faccenda si fa ancora più grave se si pensa che oggi, 15 giugno, è previsto il secondo incontro in Assolombarda riguardo i 179 licenziamenti.

Ma il tentativo di spaventare e bloccare la lotta dei lavoratori è fallito: a seguito di questo gesto provocatorio questi ultimi hanno infatti occupato e bloccato viale Edison, all'altezza di viale Monza e del confine con Milano per circa mezz’ora, percorrendo il tratto di strada dalla sede fino a Sesto Marelli e ritorno.

La mobilitazione dunque prosegue e, se non verrà fatto nessun passo indietro da parte dell’azienda, si farà ancora più dura.

Riportiamo di seguito il comunicato dei lavoratori.

"Si inasprisce sempre di più l’accanimento di General Electric nei confronti dei lavoratori ex Alstom Power del sito di Sesto San Giovanni che da mesi si battono per mantenere in attività lo stabilimento e contro i licenziamenti.

Oggi, infatti, all’arrivo in fabbrica i lavoratori hanno scoperto con sconcerto che, in aggiunta alla normale vigilanza, in alcuni reparti e negli uffici circolavano guardie armate di manganello.

Si tratta dell’ennesima provocazione di una multinazionale che già da tempo si muove con arroganza e non accetta di discutere soluzioni alternative ai licenziamenti e alla chiusura dell’azienda, nonostante questa richiesta sia stata avanzata e sostenuta con forza anche dai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo in sede di trattativa.

E’ inaccettabile che General Electric, mentre prende sovvenzioni statali per ampliare alcuni siti, proceda alla dismissione dello stabilimento di Sesto San Giovanni, acquisito da pochi mesi. Ed è sconcertante l’arroganza con cui tratta non solo i lavoratori ma anche le istituzioni.

Il nostro obiettivo è sempre stato e resta il mantenimento in attività e lo sviluppo dell’importante sito di Sesto San Giovanni: non abbiamo accettato e non accetteremo provocazioni".

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