[Viareggio] Difendere la sanità pubblica. Assemblea dei lavoratori a Viareggio

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Ripubblichiamo da Il Tafferuglio il testo di convocazione di un’importante assemblea pubblica sul tema della sanità e del diritto alla salute che si terrà a Viareggio il 25 giugno prossimo. Ci eravamo già occupati di sanità, sia su un piano locale e regionale che nazionale, e condividiamo in pieno sia le parole d’ordine di questo appello, sia la necessità di avviare percorsi di unità e coordinamento fra i lavoratori della sanità a un livello più ampio di quello attuale. Invitiamo pertanto i comitati, i lavoratori della sanità di Lucca e i semplici cittadini a partecipare a questa importante assemblea, con l’augurio che possa essere un punto di avanzamento per delle lotte in materia di sanità di cui nella Toscana del presidente del Pd Enrico Rossi e delle sue politiche di privatizzazione dell’assistenza, c’è sempre più bisogno.

Convocazione prima Assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici della Sanità

SABATO 25 GIUGNO DALLE ORE 10.00 alle ore 17.00 (con pausa pranzo)

Dopolavoro Ferroviario Viareggio (LU) Via Machiavelli 257

Nel 1978 Mario Lizza scriveva che “Non c’è umanizzazione dell’ospedale senza umanizzazione delle condizioni di lavoro e di vita del personale che vi lavora”. Abbiamo voluto riprendere queste parole perché sono ancora più appropriate in un periodo nel quale lo smantellamento del SSN ha accelerato la sua corsa.

Il Governo afferma che non può più permettersi di mantenere lo “ Stato Sociale” con conseguente distruzione del Sistema Sanitario universale e pubblico, retto dal contribuente, producendo effetti sul tessuto sociale devastanti: dalla demolizione del sistema di diagnosi e cura dei piccoli ospedali (a tutto vantaggio del privato) alla eliminazione dei posti letto su tutto il territorio nazionale, dall’annientamento della prevenzione precoce ai controlli ambulatoriali, dalle prestazioni assistenziali alla qualità del servizio, dalle liste di attesa al pagamento del ticket.

Tali effetti si ripercuotono oltre che sui cittadini anche sui lavoratori e le lavoratrici attraverso il blocco del turnover e orari al limite della sicurezza, con l’imposizione delle assicurazioni private personali al corpo sanitario, il ricorso spregiudicato alle agenzie interinali e a cooperative che insinuano precarietà e un’incessante esternalizzazione che vede centinaia di lavoratori costretti a subire ogni tipo di ricatto, ecc.

Nel nuovo sistema che si vuole imporre, i lavoratori e le lavoratrici devono essere spogliati da ogni tutela, diritto o conquista ottenuta negli anni passati, assimilandoli al modello fabbrica, di cui sta assumendo tutti gli aspetti caratteristici: dall’organizzazione del lavoro sul modello catena di montaggio, alla parcellizzazione, con l’introduzione di figure gerarchiche in chiave di controllo, fino all’applicazione dei principi del modello Toyota per ridurre gli sprechi, aumentare la produttività ed eliminare i conflitti, mentre attraverso il demansionamento o sopra-demansionamento si sperimentano nuove forme di flessibilità.

Sul piano economico, se da un lato la necessità di risparmiare diventa imperante, dall’altro si deve coniugare con la capacità di ottenere profitto, ecco perché sul piano ideologico il consenso individuale da parte dei lavoratori che si trovano alle strette nel nuovo modello sanitario deve fondersi con il controllo sociale attraverso la separazione dei lavoratori tra loro e con il resto delle masse. Là dove non si raggiungono risultati, si adottano vari strumenti (come l’infame obbligo di fedeltà all’azienda), sviluppando e aggiornando forme di repressione tese non solo a colpire quelli che non vogliono sottostare, ma per infondere la paura come deterrente e monito nei luoghi di lavoro e per indurre al silenzio come unica risposta possibile.

I lavoratori sono sempre più stretti fra le decisioni dei vertici aziendali e gli utenti che devono subirle, decisioni che tagliano i servizi e rendono inaccessibile le cure a chi ne ha bisogno. Gli utenti avvertono, perché lo vivono tutti i giorni, i cambiamenti negativi di questo sistema, si lamentano, s’indispettiscono, esigendo risposte da chi non può più soddisfarle e i modi di difendersi si manifestano nelle forme più diverse, incalzati dai media e da campagne denigratorie (Brunetta insegna).

Lo stress lavorativo subito, dovuto al disagio per le richieste eccessive e continue, interne ed esterne, spesso al di sopra delle proprie risorse fisiche e mentali, quando addirittura divergenti con le motivazioni personali, conduce noi tutti a porci delle domande. E’ un delitto pretendere di lavorare meglio, con più personale, in condizioni più umane, il non voler essere di fronte al malato il capro espiatorio verso il quale egli può gettar la sua rabbia e la sua sofferenza per una assistenza

che sempre peggio si fa carico delle sue esigenze? E’ un delitto voler smascherare ogni tentativo di mettere un lavoratore contro l’altro, mascherando le reali cause del processo di riorganizzazione in corso? E’ un delitto voler costruire un fronte comune con gli utenti contro la distruzione della sanità pubblica e contro chi vuole la condanna a morte di chi non si può permettere cure? NOI PENSIAMO DI NO!

Sappiamo che la paura, le minacce velate o esplicite, i soprusi, le intimazioni sono strumenti che scoraggiano i lavoratori a difendersi ed a passare dalle semplici lamentele, dalla demotivazione verso il proprio operato, a una azione collettiva e organizzata che può restituire dignità personale e lavorativa.

Siamo un gruppo di lavoratori e lavoratrici della sanità, infermieri, operatori socio sanitari, amministrativi, operai, medici, organizzati in vario modo nei luoghi di lavoro, convinti che sia giunto il momento di iniziare ad assumere la consapevolezza che, di fronte allo scenario che si prospetta, divisi non andiamo da nessuna parte e che per iniziare ad arginare la valanga che si sta abbattendo su di noi dobbiamo rimettere al centro la solidarietà, l’unità e l’autorganizzazione, riprendendo la capacità non solo di informarci e informare ma di impedire che attraverso questo processo la sanità diventi sempre più preda di avvoltoi e criminali.

Un percorso questo che se non è ostacolato, cancellerà ogni diritto e ogni legittima aspettativa dei lavoratori e lavoratrici e il diritto a una Sanità Pubblica universalistica.

La difesa delle condizioni di lavoro assume, quindi, un’importanza strategica che va ben oltre il mero ambito contrattuale o l’interesse particolare di una categoria professionale, coinvolgendo il tema della tutela della salute dei cittadini. Per fare questo è fondamentale costruire momenti di aggregazione, solo da un’azione collettiva può nascere la forza che permetterà di modificare le cose. Abbiamo in mano dei potenti strumenti di cambiamento, dobbiamo imparare a utilizzarli.

Questa assemblea vuole essere il rpimo passo per unire chi non vuole abbassare la testa, chi vuole contrastare questo processo di privatizzazione, chi non vuole essere complice della distruzione della sanità pubblica, perché la salute non è una merce che si vende e si monetizza.

Per questo è necessario prendere consapevolezza della situazione che stiamo vivendo e del futuro che si prospetta perché noi siamo la sanità pubblica.

Comitato lavoratori e lavoratrici “IO SONO LA SANITA’ PUBBLICA”

Per eventuali aggiornamenti e per conoscere il programma completo della giornata rimandiamo all’evento facebook dell’assemblea pubblica.

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