[Pomigliano d'Arco - NA] Ancora fuori dalla fabbrica FIAT i 18 operai FIOM

Anche oggi non entrano in fabbrica. È il “destino” toccato in sorte ai 18 operai FIOM per decisione della FIAT.

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Reintegrati nello stabilimento Gianbattista Vico su disposizione della corte d'appello di Roma lo scorso novembre, gli operai hanno svolto un corso di formazione, ma ieri si erano visti negare la possibilità di lavorare sulla catena di montaggio. Per loro non c'è spazio, "non c'è possibilità di ricollocazione” – secondo quanto gli è stato comunicato. Anche oggi, però, si è trattato di comunicazione verbale e non scritta.

Se la FIAT non ha mansioni da far svolgere a 18 operai è più che lecito domandarsi quali compiti l'azienda abbia in mente per i 1400 operai ancora in cassa integrazione e che, secondo i piani del management, sarebbero dovuti tornare al lavoro quanto prima, in seguito all'accordo che aveva dato vita a Fabbrica Italia Pomigliano.

Intanto il ministro Fornero ha rilasciato un'intervista a Radio RAI, sostenendo che “il muro contro muro non serve. È il momento del dialogo”. Dipingere ciò che sta accadendo come fosse una sorta di “baruffa” in cui i contendenti sarebbero entrambi portatori di torti e ragioni, significa non riconoscere la dignità della rivendicazione dei lavoratori di tornare al lavoro. Una rivendicazione accolta tra l'altro da organi giudiziari e sulla cui mancata applicazione ci sarebbe da riflettere e discutere, soprattutto per chi a parole si dice sostenitore di uno “stato di diritto”.

Fonti
Il Mattino
Il Denaro

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