[Taranto] L’Ilva uccide ancora: crolla ponteggio con due operai. Intanto cassa integrazione per 6400 lavoratori

Nel giorno della riduzione della pena per i manager responsabili della strage Thyssenkrupp, una nuova tragedia colpisce stamattina gli operai dell’Ilva di Taranto. Intorno alle 5, in seguito al cedimento di una passerella che secondo alcuni sindacalisti non era ancorata, due di loro sono precipitati da un’altezza di circa quindici metri.

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Ciro Moccia, 42 anni, addetto alla manutenzione, è morto sul colpo mentre Antonio Liti, 45 anni, dipendente della ditta appaltatrice Emmerre, è adesso ricoverato nell’ospedale SS. Annunziata in condizioni gravi.

Entrambi stavano provvedendo alla verifica della messa a norma della batteria 9 delle cokerie, proprio una di quelle messe sotto sequestro dalla magistratura nel Luglio scorso e sottoposte ai lavori di risanamento ambientale.

Si tratta, dall’ottobre scorso ad oggi, della terza vittima all’interno dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, dove se non si muore di inquinamento ambientale lo si fa per l’assenza di misure di sicurezza ribadita solo pochi mesi fa dal Decreto “salva Ilva”,  che evidentemente ha avuto come risultato quello di salvare i profitti dell’azienda e non certo le vite degli operai.

Tutte le sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero immediato di un’ora e l’USB e lo Slai Cobas per il Sindacato di classe hanno dichiarato uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori denunciando anche le intimidazioni sugli operai da parte di un capo reparto delle acciaierie.

Tutto questo a poche ore dalla scadenza di due procedure di cassa integrazione, quella ordinaria chiesta a Novembre per un massimo di 1900 operai e quella in deroga per altri 1100 firmata pochi giorni fa al Ministero del Lavoro a copertura dei primi due mesi del 2013. Quest’ultima però è stata accettata solo da CISL e UIL in quanto pensata come misura ponte per arrivare ad un’altra cassa integrazione in deroga che dovrebbe riguardare stavolta ben 6400 lavoratori per due anni a partire dal 3 Marzo. Tra i sindacati non firmatari (tra cui anche la Fiom) vi è la certezza che si tratti solo del primo passo verso degli esuberi di massa.

Il 22 Marzo è prevista a Taranto la manifestazione nazionale per la difesa del lavoro e della salute in fabbrica e sul territorio. In avvicinamento a tale data si terrà a Napoli, presso l’Università “L’Orientale”, l’iniziativa ILVA: lavoro o salute? Noi non vogliamo scegliere! in cui interverranno alcuni rappresentanti tarantini della Rete Nazionale per la Sicurezza sui posti di lavoro

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