Il business della crisi sulla pelle dei lavoratori della Ginori

In questi mesi di lotta dei lavoratori della Ginori abbiamo imparato a conoscere come ognuno stia facendo la sua parte: padroni (precedenti e futuri), istituzioni (Tribunale e Provincia) e apparato sindacale (dirigenza Cgil, confederali).

Negli anni passati, i precedenti padroni, capeggiati da Villa - oggi indagato per bancarotta fraudolenta - hanno spremuto finché potevano e poi lasciato lo stabilimento sestese, disfacendosi dei 314 lavoratori, tuttora in cassa integrazione. Oggi, i futuri padroni competono per quest’affare: accaparrarsi, approfittandone della crisi, al minor prezzo possibile terreni, macchinari, competenze e marchio.

E ora veniamo alle istituzioni: Tribunale e Provincia Il Tribunale di Firenze ha assolto al meglio il suo compito di servire gli interessi di classe -non certo quella operaia- decretando il fallimento ha, in un colpo solo, favorito il deprezzamento della Ginori e permesso ai contendenti piemontesi dei fratelli Coppo, gruppo Sambonnet di rientrare in gioco. Come ci hanno ben spiegato i lavoratori,il gruppo Sambonnet, noto per i legami con l’asse PD-CGIL che governa questa regione, è bene ricordarlo, ha presentato un piano aziendale che prevede l’acquisizione del marchio e la delocalizzazione della produzione, con i conseguenti licenziamenti dei lavoratori sestesi.

Il curatore fallimentare Andrea Spignoli, dal canto suo, ha emesso il bando per la vendita della Ginori e si è guardato bene da inserire una clausola sull’occupazione (se non in caso di parità di offerta). E’ indifferente, infatti, per il Dott. Spignoli se il 18 marzo – data della scadenza del bando- i futuri padroni proporranno un piano industriale che prevede di mantenere i 314 lavoratori o se, al contrario, si paleserà la volontà di ridurre o dimezzare la dotazione organica. Ma se l’asta andasse deserta? Il curatore sicuramente svolgerà al meglio il suo compito di scrivere un altro bando che preveda un ulteriore deprezzamento dello stabilimento. E intanto i mesi di cassa integrazione passano..

La Provincia, in tutto ciò, sembra essere davvero la ciliegina sulla torta. La Direzione lavoro provinciale di Firenze ha presentato alle organizzazioni sindacali il piano formativo previsto, nell’ambito di quelle che chiamano politiche attive per la ri-qualificazione e ri-collocazione dei lavoratori. È già di per sé indicativo che l’unica risposta delle amministrazioni locali sia una presunta attivazione per il futuro dei lavoratori come disoccupati, disinteressandosi completamente di intervenire per garantire la riapertura della fabbrica. Ma non finisce qui.Chi formerà i lavoratori e su cosa?

Riportiamo qui di seguito la denuncia da parte dei Cobas Ginori sul business della formazione che viene alimentato dalle risorse pubbliche in favore di aziende private.
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Prossimo appuntamento dei lavoratori
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"Richiard Ginori bando di vendita, ignorata clausola sociale: il silenzio delle istituzioni e della politica e il business della crisi"

Intervento di Giovanni Nencini Cobas Ginori:
“La Provincia di Firenze, Direzione Lavoro, ha convocato le Organizzazioni Sindacali per illustrare, nell'ambito delle politiche attive, il percorso formativo dedicato ai lavoratori della Richard Ginori in Cassa Integrazione. In un palazzo della Provincia sempre più fatiscente, pigiati in una stanzetta al secondo piano, ci è stato spiegato che i corsi, della durata di tre ore, avranno come tema la riforma degli ammortizzatori sociali. Ora io mi chiedo quale utilità può avere per i lavoratori, a cosa può servire, laddove qualcuno abbia disgraziatamente la necessità di ricollocarsi nel mondo del lavoro, l'essere informati su l'ASPI e il MINI ASPI. Questi corsi costeranno circa 190 euro a lavoratore: soldi letteralmente buttati via. Poi abbiamo scoperto che proprio buttati via non sono. Per i lavoratori ovviamente si, ma per qualcun altro no. Durante la presentazione abbiamo infatti scoperto che non sarà la Provincia a gestire direttamente i corsi, ma che questi sono stati appaltati ad una società: la OPTIMA. La Optima è una società che opera, così si presentano nel loro sito internet, nel campo della selezione del personale, della gestione delle risorse umane, e appunto nella formazione. Sempre nella loro home page si specifica: “...Per noi valorizzare la singola persona rappresenta il 'cuore' del nostro intervento, sul quale agire per raggiungere gli obiettivi prefissati dalle aziende in un contesto sempre più competitivo...”

Infatti..... Al salumificio Bechelli di Reggello, per il quale la OPTIMA srl fa consulenza, gli obbiettivi dell'azienda li ha centrati in pieno, predisponendo un piano di ristrutturazione che ha portato al licenziamento di una trentina di lavoratori. Buffo il mondo, una società che da una parte licenzia i lavoratori e dall'altra fa i corsi di formazione per riqualificarli e collocarli. Verrebbe da dire, si chiude il cerchio. Ma il cerchio si è chiuso davvero quando abbiamo scoperto chi è socio della società e ricopre la carica di Direttore amministrativo. Riccardo Nencini, ex segretario della Fiom, ex direttivo nazionale della stessa categoria, ex assessore del personale al Comune di Firenze. Ed ecco fatto, ora il cerchio si è chiuso sul serio. La OPTIMA srl si è aggiudicata attraverso un bando, nel 2012 unica a partecipare, la bella cifra di euro 400.000 di fondi europei. Penso sia lecito chiedersi se questi soldi potevano essere spesi meglio, per una formazione che davvero aiutasse i lavoratori a riqualificarsi e avere qualche possibilità nel mondo del lavoro, ma l'altra considerazione che viene subito da fare è che davvero, pur essendo assolutamente trasparente il bando e la successiva aggiudicazione, ci troviamo in un sistema chiuso, in cui sempre i soliti, facenti parte del comitato politico e d'affari che ruota intorno al PD, si spartisce potere e soldi. A proposito, abbiamo mandato un comunicato alla stampa su questo argomento, la quale si è guardata bene dal pubblicare la notizia. Lo ha fatto solo La Nazione omettendo nomi e cognomi..."


Qui i due i video realizzati dal Comitato Resistenza Operaia in occasione dell’iniziativa del 28 febbraio Irisbus- Ginori


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