Ansaldo Breda: in arrivo perturbazioni dal Nord Europa e, sullo sfondo, lo spettro della Hitachi

Una nuova tegola si abbatte su AnsaldoBreda e di conseguenza su tutti gli occupati dell’azienda negli stabilimenti di Napoli e Pistoia. Dopo lo stop delle ferrovie belga, anche NS – le ferrovie olandesi – avrebbero deciso di bloccare la fornitura dei Fyra V250, i treni ad alta velocità costruiti dal gruppo italiano controllato da Finmeccanica. E con i 260 milioni di euro della commessa che vanno in fumo, anche il destino dei lavoratori è a rischio.

Scarsa affidabilità alle basse temperature e errori di allestimento: queste sarebbero le ragioni della rottura unilaterale del contratto. I treni soffrirebbero di un accumulo anomalo di ghiaccio nella parte inferiore, che provocherebbe il distacco di pezzi durante la marcia. Già qualche anno fa, le ferrovie danesi avevano ritirato dalla circolazione dei treni prodotti dall’Ansaldo per problemi gravissimi all’impianto frenante.



Questa brutta notizia si aggiunge alla situazione già molto critica alla quale i lavoratori stanno assistendo: è ormai da qualche anno che Finmeccanica sta pensando di disfarsi del colosso dei treni, già penalizzato da scelte manageriali scellerate e gravato da un forte indebitamento. Un chiaro segnale delle intenzioni del management è l’ultimo piano industriale, che prevede 600 esuberi per il solo stabilimento napoletano e l’avvio della cassa integrazione a rotazione per circa 170 dipendenti.

Le ultime batoste provenienti dal Nord Europa e la concorrenza sempre più accanita del competitor giapponese Hitachi fanno temere il peggio: aspettiamo sviluppi e ci prepariamo a sostenere le lotte dei lavoratori dell’Ansaldo Breda.



link: il tirreno

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