rassegna stampa

Corteo a Viadana (MN): Solidarietà ai lavoratori Composad

ORE 15 Viadana (Mn)

Facchini, magazzini, cobas e lavoratori in lotta: parole chiave che potremmo usare per decine di vertenze negli ultimi anni, parole chiave che potremmo usare per decine di inchieste giudiziarie che sono emerse dopo le mobilitazioni e che hanno portato all'arresto di dirigenti, presidenti di cooperative per reati che arrivano alla riduzione in schiavitù.

[Roma] Protesta Roma Tpl – Questo è il privato!

Seconda giornata di sciopero, in poco meno di una settimana,  per gli autisti della Roma TPL ( Trasporto Pubblico Locale) servizio di trasporto che ormai di pubblico ha solo i soldi il comune versa alla ditta vincitrice d’appalto.

[Verona] Azienda Trasporti Verona (ATV): I lavoratori contro la privatizzazione

L’azienda dei trasporti di Verona (ATV) è in queste settimane sotto l’occhio del ciclone dopo che la Provincia ha deciso di mettere in vendita le sue quote (che divide con il Comune), pari al 50%. Con una proposta di 21 milioni di euro su una base di partenza di 12, Ferrovie Nord (partecipata della regione Lombardia) ha sbaragliato ogni possibile concorrente. Nonostante i bilanci del 2014 e del 2015 si siano chiusi in positivo (+1.7 e +1.5 milioni) la Provincia ha deciso di vendere e il Comune ha scelto di non usufruire del diritto di prelazione. In tutto questo non una parola è stata chiesta ai lavoratori e alle lavoratrici, tantomeno ai cittadini/e.  

Interviste e inchieste

  • roma ecare call center condizioni lavoro
    May 11 , 2017
    Quando si parla di recupero crediti istintivamente vorremmo girarci dall'altra parte, e anche quando non ci riguarda direttamente, il sentimento che suscita questa attività è solitamente di fastidio se non di rabbia.
  • Mar 17 , 2017

    Oggi insegnanti e studenti sono scesi in piazza in occasione dello sciopero contro la "Buona scuola" indetto da USB, Cobas, Unicobas, Cub e Anief.

  • vittoria di una lavoratrice che ha lottato, insieme alla camera popolare del lavoro, sul suo posto di lavoro.
    Feb 11 , 2017

    Pubblichiamo le parole che ci ha voluto scrivere una delle lavoratrici che abbiamo incontrato lungo il percorso dello sportello legale gratuito della Camera Popolare del Lavoro.
    Al di là della soddisfazione per l’essere riusciti ad essere “utili”, nella lettera e nella storia di questa lavoratrice ci sono tanti elementi su cui riflettere. E, almeno in parte, vogliamo farlo qui.

  • Jan 17 , 2017

    Almaviva è un’azienda di call center cresciuta su appalti e commesse privati e, soprattutto, pubblici. Nella sua storia ha intascato milioni di euro di sovvenzioni statali: da quelle per le assunzioni nel Sud e quelle per le regolarizzazioni dei precari, strappate al Governo dopo aver per anni illegalmente assunto collaboratori a progetto, e infine spostando commesse da città a città per utilizzare Cassa Integrazione e la Mobilità.

  • almaviva
    Dec 05 , 2016

    Nell’ultimo anno abbiamo seguito attentamente la vicenda Almaviva: 800 licenziamenti minacciati solo perché è finita la manna delle sovvenzioni statali, sovvenzioni che Tripi ha sempre preso senza mai “restituire” in termini di garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e di qualità del lavoro per i lavoratori.

Cosa si muove

  • la regione Toscana impone una nuova stretta disciplinare ai suoi dipendenti pubblici, obbligo di timbrare l'inizio e la fine della pausa di 15 minuti.
    Jul 17 , 2017

    Rossi esponente di quella che vorrebbe presentarsi come "alternativa" al PD, si appresta a rivedere le regole interne per i propri dipendenti: timbrature obbligatorie anche per le pausa brevi (svolta all'interno degli edifici regionali!) e report periodico dei dirigenti per "individuare comportamenti anomali dei dipendenti". In sostanza, una stretta disciplinare per aumentare il controllo e rendere i dipendenti pubblici ancora più impauriti e asserviti . I malfunzionamenti e disservizi della pubblica amministrazione non dipendono dai "furbetti del cartellino" (come abbiamo scritto qui) ma dai "furboni": dai governi che hanno puntualmente ridotto e dequalificato i servizi, con le esternalizzazioni, con il blocco delle assunzioni e degli aumenti contrattuali, e con una corruzione diffusa.

  • Jul 11 , 2017

    Da tempo sosteniamo la lotta dei facchini dei magazzini del Tuodì di Roma, organizzatisi con il SI Cobas per lottare contro condizioni di lavoro veramente inaccettabili: giornate di lavoro di anche 10-12 che nella busta paga diventano 6, contratti precari rinnovati di mese in mese per anni, truffe continue a opera di cooperative gestite da personaggi ambigui e pericolosi, addirittura da un militante di Casapound! Il tutto questo con il silenzio complice dei sindacati confederali.

Cassetta degli attrezzi

Articoli

  • Napoli, lavoratori di Soluzioni Poste in sciopero dopo che la ditta ha perso una ennesima gara al massimo ribasso per l'affidamento del servizio. La nuova ditta appalatrice non prevede l'assorbimento dei lavoratori licenziati se non a condizioni ancora più sfavorevoli, part-time anzichè full time solo per una parte dei lavoratori, rinuncia a rimborsi, utilizzo del proprio mezzo e garanzie solo per sei mesi.
    Jun 29 , 2017

    Uno degli istinti più forti nell'uomo quando qualcosa non va è quello di cercare qualcuno con cui prendersela. È normale e sano. Bisogna solo stare attenti a non prendere delle cantonate e a ben indirizzare i propri “mannaggia”.
    Ad esempio bisogna stare attenti a non prendersela con gli autisti se i pullman non passano quando le colpe sono invece di chi taglia le corse, oppure di chi, attaccando diritti e salario, li costringe a reagire con uno sciopero; ad esempio bisogna stare attenti a non prendersela con l'immigrato che ci “ruberebbe il lavoro” (che significa poi?) per pochi spiccioli, ma magari con il datore di lavoro che pur di pagare quei pochi spicci cerca di assumere chi non è in condizione di rifiutarli .
    In questo articolo vogliamo sviscerare un altro di questi esempi e dare una mano a meglio indirizzare le nostre imprecazioni nel caso di una questione particolare.
    Mannaggia sì, ma mannaggia a.... a chi?

  • tirocinio gratuito
    Jun 25 , 2017

    F. è una ragazza come tante, più o meno come tutte e tutti noi. Con le sue aspirazioni, con i suoi piccoli o grandi sacrifici, con i suoi "pizzichi sulla pancia", le sue rinunce, la sua ostinatezza ad andare avanti. F. si arrovella, cerca di capire come fare a far valere quelli che sono semplicemente diritti, quelli che dovrebbero essere tutelati di per loro e che invece dobbiamo conquistarci passo passo, giorno dopo giorno, malgrado su qualche pezzo di carta ci sia assicurato che la Repubblica Italiana dovrebbe garantirceli e basta.

  • May 29 , 2017

    Nei primi mesi del 2017 a oggi, si contano ormai 5 infortuni mortali avvenuti sul posto di lavoro a Bergamo e Provincia. Tenendo conto del fatto che nell’arco dello scorso anno nella bergamasca i morti sono stati 5, il record non può che leggersi negativo.

Internazionale

  • Anche nella “ricca Svizzera” esistono i conflitti sociali di classe. Ma come: non era il paese dove i contratti collettivi nazionali garantiscono un aumento salariale costante in cambio del rifiuto di sciopero?
    Jun 30 , 2017

    Anche nella “ricca Svizzera” esistono i conflitti sociali di classe. Ma come: non era il paese dove i contratti collettivi nazionali garantiscono un aumento salariale costante in cambio del rifiuto di sciopero?

  • Venerdì 31 marzo si è concluso, dopo 21 giorni, lo sciopero iniziato il 10 marzo dai lavoratori della miniera di rame “Cerro Verde” in Perù, a 50 km da Arequipa (la seconda città del paese).
    Apr 05 , 2017

    Venerdì 31 marzo si è concluso, dopo 21 giorni, lo sciopero iniziato il 10 marzo dai lavoratori della miniera di rame “Cerro Verde” in Perù, a 50 km da Arequipa (la seconda città del paese).

  • dopo due anni dal primo grande sciopero dei braccianti ancora aspettano di veder realizzate le rivendicazioni di un salario migliore
    Mar 14 , 2017

    A due anni dalle mobilitazioni degli 80 mila stagionali nella Valle di San Quintín, il SINDJA (Sindicato Independiente Democrático de Jornaleros Agrícolas) e la Alianza de Organizaciones (organizzazione civile della valle) hanno convocato la ‘Carovana per un salario giusto e una vita degna’ per esigere il rispetto degli accordi raggiunti nel 2015 con il governo federale (Messico) e statale (Bassa California), che peró non sono stati ancora applicati.
    Del percorso di lotta dei braccianti di San Quintín ne avevamo giá partlato qui.

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Commenti e Analisi

  • 4 ragazze vengono struprate dal loro datore di lavoro mentre svolgono le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro;questo è solo il più scandaloso ed inaccettabile accaduto di tutto un sistema pianificato per garantire una ''formazione'' alla subordinazione e alla completa assenza di diritti, una formazione conveniente sì ma al padrone.
    Jul 19 , 2017

     

    Di nulla sia detto: è naturale
    in questo tempo di anarchia e di sangue,
    di ordinato disordine, di meditato arbitrio,
    di umanità disumanata,
    cosi che nulla valga
    come cosa immutabile.
    (B. Brecht)

    La notizia è di qualche giorno fa: quattro stagiste minorenni, studentesse di un istituto professionale per estetiste, sono state violentate dal titolare dei centri estetici dove svolgevano il loro periodo di alternanza scuola-lavoro. Immediata, e scontata, è partita la gara a chi gridava per primo allo scandalo: Valentina Aprea, ex sottosegretario all’Istruzione con Berlusconi e ora assessore in Lombardia, pare abbia vinto l’oro; distaccata di pochi decimi di secondo la ministra Fedeli, che parla di “inammissibilità” di una simile violenza contro studentesse e studenti “mentre stanno svolgendo un pezzo della loro formazione”.
    Abbiamo fatto ricorso a Brecht in apertura perché, così come non vogliamo considerare “naturale” nulla, di questi tempi, allo stesso modo non ci accontentiamo di uno scandalo che, puntando il dito sull’orco di turno, nascondesse le responsabilità del padrone del circo.
    Saremmo banali se ci limitassimo ad augurarci le pene più severe per l’autore di questo atroce crimine; la verità è che il crimine è stato commesso perché gli è stato creato intorno un contesto intenzionalmente favorevole.
    Abbiamo pesato le parole e le troviamo fin troppo leggere: le responsabilità politiche della violenza commessa sono di chi ha introdotto ed esteso, nella scuola, quel piano di sfruttamento generalizzato chiamato alternanza; all’interno di un contesto del genere, la violenza sessuale che la Fedeli troppo tardi definisce “inammissibile” diventa facilmente possibile, finanche probabile, e forse, speriamo di no, talvolta impunita.
    L’alternanza scuola-lavoro sta funzionando benissimo: nell’a.s. 2015/2016 sono stati oltre 652.000 gli studenti coinvolti, con la partecipazione attiva di più del 90% delle scuole italiane: più di mezzo milione di persone, molte delle quali minorenni, ha dunque lavorato senza essere pagato, spesso senza copertura assicurativa perché le indicazioni erano confuse, con turni di lavoro superiori alle 8 ore giornaliere, di fatto sostituendo lavoratori non assunti, senza alcun diritto, senza possibilità di protestare, pena il mancato superamento dell’alternanza e quindi la mancata promozione (sì, l’alternanza è un requisito indispensabile per l’ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato). È di un paio di settimane fa la notizia degli studenti che in Sardegna sostituivano i camerieri, ed è solo una goccia nel mare di esperienze senza alcun senso formativo, ma con una estrema utilità per le imprese ospitanti: abbiamo raccolto notizie di studenti impiegati per dodici ore al giorno in fabbriche di materassi, oppure a imbustare cioccolatini, o ancora a lavorare di domenica per ordinare l’archivio storico di un grande istituto bancario italiano. È arrivata poi la notizia della violenza sessuale, alla quale nemmeno chi, come noi, denuncia da tempo questo abuso legalizzato era preparato, eppure nemmeno questa volta un ministro, un sottosegretario, un usciere hanno avuto la decenza di dimettersi. Poche righe sulle pagine locali di un quotidiano, e la notizia sembra essersi persa nel caldo di luglio. Eppure parliamo di qualcosa che potrebbe accadere, in qualunque momento, a noi stessi, o ad una qualunque delle persone che conosciamo: un’amica, parente, un compagno di scuola, un nipote, una figlia; basta l’idea per risvegliarci dal torpore, o continueremo a pensare che “è naturale”?
    Noi continuiamo ad affermare con forza che l’esperienza lavorativa coatta e gratuita non ha alcun valore formativo, quantomeno non in senso positivo; educa, in modo repressivo, alla subordinazione, al silenzio, all’obbedienza cieca, alla rinuncia ai propri diritti, e da questo punto di vista è di estrema importanza “formativa” per i padroni. La violenza sessuale, pure, è tristemente comune negli ambienti di lavoro, nelle sue più diverse sfumature, dalla molestia verbale all’aggressione fisica occasionale o spesso ripetuta: le studentesse e gli studenti devono “formarsi” anche a questo?
    Lo diciamo francamente ed anche con una certa calma: ci piace sempre discutere ed argomentare le nostre posizioni con chi la pensa diversamente da noi, ma oggi, dopo un episodio come quello accaduto a Monza, a chi ci venisse a raccontare ancora una volta la storiella del lavoro “formativo” vorremmo solo sputare in faccia.
    Se pensano, così facendo, di tirare su una generazione di schiavi docili e umili, si stanno sbagliando di grosso; le prime segnalazioni che stanno guadagnando le pagine dei giornali sono solo l’anteprima di quello che succederà nei prossimi mesi: abbiamo l’intenzione di presidiare ogni scuola, di indagare su ogni azienda, ogni posto di lavoro, di far uscire allo scoperto tutte le schifezze compiute in nome della “formazione”, e non perché crediamo in un modo “giusto” di fare alternanza, ma perché vogliamo che questo infame progetto, con tutta la riforma che c’è dietro, crolli il prima possibile sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Stiamo già spolverando le giacche per un autunno molto più vicino di quanto si pensi!

  • Foto di una prova invalsi
    Jun 24 , 2017

    Pubblichiamo una lettera di un nostro compagno insegnante, impegnato quest'anno negli esami di terza media e, quindi, nella somministrazione e correzione delle prove INVALSI, che alle medie fanno parte dell'esame di Stato. Le critiche ai test INVALSI non sono nuove: queste prove di valutazione sono sbagliate nel metodo e nel merito, cioè nel fatto che non hanno l'obiettivo di valutare la crescita di una persona, ma la sua capacità di trovare le risposte giuste alle domande proposte, che nulla hanno a che vedere col testo e con la sua comprensione. Dall'anno prossimo le INVALSI saranno parte dell'esame anche alle superiori, e in quanto tali ricadranno nel divieto di sciopero: non sarà più possibile, per i docenti, astenersi dalla somministrazione, e sarà anche difficile il boicottaggio da parte degli studenti perché il punteggio farà media con gli altri voti.

Rete Camere Popolari del Lavoro

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lunedì dalle 12 alle 13