3 novembre: La crisi toccata con mano. EX-ERGOM e SEPSA

Multithumb found errors on this page:

There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
multithumb2 found errors on this page:

There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
multithumb5 found errors on this page:

There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
multithumb4 found errors on this page:

There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
multithumb3 found errors on this page:

There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
There was a problem loading image 'http://www.ecostiera.it/images/stories/metalmeccanici.jpg'
Oggi è stata un'altra giornata di lotta dei lavoratori napoletani, che ormai da mesi protestano contro tagli, licenziamenti, dismissione delle aziende. Come collettivo di inchiesta e contatto fra i lavoratori abbiamo seguito due momenti di lotta: la giornata di agitazione dei lavoratori di Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana e il presidio dei lavoratori Ex-Ergom (gruppo Magneti Marelli) sotto l'Unione degli Industriali, per l'incontro con istituzioni e dirigenza. Entrambe le iniziative sono ancora in sviluppo, quindi questi report sono solo parziali.

123237703-bf637f0c-fa1c-4999-b5b9-a1761164e201.jpgSEPSA e CIRCUMVESUVIANA
 
leggi anche: 4 novembre 2011 - i lavoratori continuano il blocco della SEPSA

Ieri sera i lavoratori, ormai esasperati perché non ricevono lo stipendio del mese di ottobre né i buoni pasto da ben quattro mesi, ed esausti per le condizioni di lavoro e per le prospettive di tagli al settore, hanno occupato diverse stazioni, fra cui la centralissima Montesanto. Stamattina il blocco delle stazioni è proseguito e si è allargato, coinvolgendo le intere linee di Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea. Una folta rappresentanza, circa duecento lavoratori, si è recata alla sede della SEPSA e dell’Ente Autonomo Volturno, al centro della città, per incontrare i dirigenti dell'azienda: un vertice molto teso, anche perché ai lavoratori non è stata data alcuna risposta né rassicurazione in merito al pagamento di quanto dovuto. La delegazione si è quindi spostata alla volta della Regione Campania, a via Santa Lucia, ha reclamato il Presidente Caldoro, assente, rifiutando l'incontro con l’assessore ai trasporti Vetrella. Nel pomeriggio finalmente, qualcuno si é degnato di riceverli, il dott. Sommese, che in collegamento diretto con l'assessore ai trasporti, cercava di calmare gli animi dei presenti...c'é poco da stare calmi però: domattina il Governatore della Campania incontrerà le banche per cercare una soluzione che permetta di affrontare il problema delle retribuzioni, almeno fino al mese di dicembre.
In generale si parla di tagli al settore, disimpegno della Regione e dello Stato, aziende che abbandonano il Consorzio UnicoCampania (riproponendo la “giungla” di quindici anni fa, che consisteva in biglietti e aziende differenti per il trasporto pubblico, già oggi ne subiamo i primi effetti: l'aumento ingiustificato del prezzo dei titoli di viaggio) e di altre aziende che si accorpano (Anm con Metronapoli e Napolipark, oltre a Circumvesuviana insieme a Sepsa, Eav e MetrocampaniaNordEst)  mettendo in discussione le prospettive occupazionali. La situazione attuale, del resto, è drammatica: i ritmi di lavoro sono insostenibili; la circolazione, di mezzi obsoleti, si regge sugli straordinari dei lavoratori.
Lo spettro di future privatizzazioni (cioè speculazioni modello Alitalia-Cai) che di fatto limiteranno il servizio pubblico, aleggia in una delle Regioni più indebitate d’Italia. Il tutto in linea con le ultime misure del Governo e con la lettera all'UE. La risposta dei lavoratori alla negazione dei propri diritti è stata decisa ed autorganizzata e fa ben sperare sul prosieguo di una vertenza che riguarda tutti i cittadini.

metalmeccanici.jpgEX-ERGOM MAGNETI MARELLI
Dopo diverse iniziative di lotta, i lavoratori dell'Ex-Ergom, azienda dell'indotto FIAT (stabilimenti a Caivano, Marcianise, Napoli e Pomigliano d'Arco), sono riusciti a strappare un incontro all'Unione degli Industriali, che prevedeva anche la presenza di rappresentanti delle istituzioni. Il nodo da sciogliere riguarda il piano industriale: la situazione non è rosea, gli stabilimenti producono materiale assorbito quasi interamente dall’indotto Fiat di Pomigliano, che al momento non funziona a pieno regime, questa è la motivazione data ai lavoratori per giustificare i tagli. Esuberi per il 50% dei dipendenti, poco più di un migliaio, con la chiusura dell’impianto di Caivano e di quello di Marcianise; i restanti sarebbero riassorbiti a Napoli con nuove mansioni e contratti. C'é un accordo per la cassa integrazione fino a metà del 2013 e fumose promesse di riorganizzare la produzione e farla ripartire proprio tra due anni o all'inizio del 2014. Il problema é che le commesse per Fiat sono poche e gran parte di esse, circa l'80%, sono state in questi mesi esternalizzate.
Anche in questo caso, l’unica certezza per i lavoratori è che il processo iniziato da Marchionne e i vertici Fiat con Fabbrica Italia, ha portato solo licenziamenti, chiusure di impianti, peggioramento delle condizioni di lavoro.

L’incontro di oggi non è l’ultimo, anche in questo caso la lotta continua.