[Pomigliano - 27/12] I precari FIAT continuano l'occupazione del municipio

Qui sotto potete ascoltare le voci di un operaio e un’operaia FIAT intervistati durante l’occupazione del Municipio di Pomigliano

Feste di Natale in Municipio per 92 operai e operaie della FIAT di Pomigliano che da più di 10 giorni sono in occupazione per difendere il posto di lavoro. Tutti con il contratto in scadenza tra fine Dicembre e Marzo 2010 e senza alcuna intenzione di abbandonare la lotta prima di un rinnovo.

Oggi discutono seduti intorno ai banchi del consiglio comunale, per l’occasione imbanditi di cibo e caffè offerti dai tanti abitanti di Pomigliano solidali con la loro lotta.  La rabbia è tanta, non meno la voglia di far presente le proprie ragioni ad una controparte che si ostina a boicottare i tavoli di confronto e di comunicare con tutti quelli che, in questi giorni, hanno potuto staccare per un po’ la spina dal proprio lavoro e godersi le festività.

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Questi lavoratori, un passato in DHL (l’azienda di movimentazione merci ), sono entrati  in FIAT nel 2008 subentrando ai propri genitori che, con grande sacrificio, hanno rinunciato ad un incentivo di oltre settemila euro per dare loro una speranza di futuro occupazionale. Ma come tanti giovani lavoratori anche loro sono vittime della precarietà dilagante, anche loro sono stati assunti con contratto a tempo determinato. E così, in pochi mesi, si sono ritrovati con danno e beffa.
Alla notizia del mancato rinnovo dei contratti la reazione è stata prontissima. La sera del 23 una ventina di operai si sono incatenati davanti all’ingresso del palazzo comunale dando il via a questa occupazione che, dicono, non cesserà prima di mercoledì 30, giorno dell’incontro in Prefettura tra sindacati, FIAT e rappresentanti delle istituzioni. 

Massiccia, per tale data, la presenza annunciata a Piazza Plebiscito di tutti i lavoratori coinvolti che hanno già incassato la totale solidarietà degli altri operai FIAT e di quelli dell’indotto. Tutte alle prese, in queste ore, con le ultime dichiarazioni dell’amministratore delegato Marchionne che ha prospettato per lo stabilimento campano la produzione della nuova Panda. Una soluzione che, tra gli operai, ha già suscitato molte critiche e che si inserisce in uno sciagurato piano complessivo che prevede la sostanziale chiusura dell’intera fabbrica di Termini Imerese.

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