[Verona] Licenziamenti e lotte tra terra e cielo: Avio e Meridiana

Il 6 ottobre, dalle ore 12, si è svolto in piazza Brà, davanti al municipio, il presidio dei lavoratori di Meridiana di stanza all’aeroporto “Valerio Catullo“ di Verona.

All’iniziativa era presente anche una delegazione di dipendenti della Avio, l'azienda che, fino a qualche tempo fa, forniva allo scalo veronese i servizi di terra.

Sono circa 215 i lavoratori dell’aria e 74 quelli di terra che sono a rischio licenziamento; a metà ottobre, infatti, probabilmente verrà richiesta la procedura di mobilità per il personale di volo appartenente a Meridiana.
Per ciò che riguarda Avio la domanda è già stata depositata il 1° ottobre, e allo scadere della cassa integrazione, il 23 dicembre, se non vi saranno nuovi elementi a modificare le cose, anche i lavoratori dei servizi di terra saranno licenziati.
I dipendenti delle due aziende non si rassegnano e continuano a lottare: tra qualche giorno quelli di Meridiana andranno a Roma, per un tavolo ministeriale che si preannuncia per loro come l’ultima spiaggia.
Venerdì 10 Ottobre, in concomitanza con l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione di Catullo S.p.a., saranno i lavoratori di Avio a far sentire la loro voce con un presidio che si terrà davanti all’entrata degli uffici aeroportuali
Vi proponiamo ora un breve punto della situazione del percorso che ha portato le due aziende, e i rispettivi dipendenti, in queste condizioni, per poi provare ad analizzare quali sono i punti salienti similari che metto in relazione le due situazioni.

1 - Avio

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Per quanto riguarda Avio riportiamo alcuni lunghi stralci dell'interrogazione parlamentare che riassumono la situazione fin dalla creazione della stessa azienda, includendo ipotesi di reato perpetrati dalla Catullo spa (proprietaria di Avio al 100%) ed azioni altamente lesive nei confronti dei lavoratori.


“la società Catullo spa gestore dell’aeroporto scaligero, in data 29 giugno 2009 costituisce una nuova società denominata Avio Handling S.r.l., partecipata al 100 per cento dalla Catullo, attribuendo alla stessa il servizio di handling nello scalo aeroportuale di Villafranca di Verona; la Catullo Spa è una società partecipata pubblica [CCIA, province e piccola quota di banche], [...], la controllata Avio Handling inizia ad operare il 1o luglio 2009 con un capitale sociale di euro 5.000.000, con trasferimento dalla Catullo spa di 219 dipendenti, attrezzature industriali e commerciali, impianti e macchinari per un valore economico di oltre euro 2.000.000; i consiglieri di amministrazione, il direttore generale, il direttore del personale e il direttore operativo della Catullo e della Avio Handling sono i medesimi; nel corso degli anni la società madre Catullo spa addebita alla partecipata Avio Handling voci di spesa molto pesanti, tanto che la partecipata chiude i primi bilanci in perdita: – 1.160.782 euro nel 2009 (per soli sei mesi), – 3.749.331 euro nel 2010, – 5.244.751 euro nel 2011; nel bilancio 2011, ad esempio, la Catullo addebita alla Avio Handling costi per acquisto carburanti per euro 293.456; per subaffitto dei locali dove lavorano i dipendenti, uffici, magazzini e spogliatoi euro 378.733; per subconcessione banchi check-in e gates euro 617.962; per coordinamento generale di scalo euro 565.192; per attività di manutenzione mezzi di rampa euro 307.207; nel 2010 la società G.H. spa, società privata di handling con sede a Venezia, presente in otto aereoporti nazionali, partecipa ad un bando di gara per entrare come fornitore dello scalo di Verona, senza esito positivo; nel 2010 la società Airport Global Service spa (AGS), società di handling con sede a Bergamo, inizia ad operare nello scalo veronese con contratto in service con Avio Handling, senza disporre di struttura, mezzi e autonomia funzionale propria: AGS dapprima utilizza risorse umane e strumentali di esclusiva proprietà di Avio Handling, successivamente stipula un contratto di subappalto di mezzi con la stessa Avio Handling, riuscendo pertanto a fornire alla Catullo Spa servizi ad un prezzo concorrenziale, senza avere l’ammontare dei costi fissi della società Avio; sono stati inoltre trasferiti dalla società Avio, avente il medesimo gruppo dirigente della Catullo, alla società AGS i mezzi di proprietà della società Avio, permettendo ad AGS di offrire servizi in concorrenza alla società partecipata dalla Catullo e di aumentare la quota di mercato presso lo scalo veronese. È stato inoltre trasferito personale dipendente formato da Avio Handling alla società concorrente AGS [...] nel 2011 la situazione economica di Avio, neocostituita e già molto indebitata, peggiora a causa di onerosi contratti sottoscritti con alcune compagnie, per forniture di servizi che la controllata Catullo avrebbe richiesto di rispettare. [...]
Questo avrebbe portato pian piano all’erosione delle quote di traffico, accelerando in Avio la crisi aziendale, che anche la controllante Catullo definisce nel proprio bilancio come «perdita di fatturato a favore del secondo handler»; un gruppo di lavoratori il 20 dicembre 2011 presenta un esposto presso la procura di Verona per la modalità della cattiva gestione da parte della Catullo spa che ha portato l’azienda partecipata nel baratro: dall’esposto emerge «un ente di gestione assolutamente inerte ed anzi compiacente di fronte alle violazioni della libera concorrenza a danno della propria società»; tali valutazioni vengono trasmesse anche all’ENAC, per quanto di competenza, con lettera raccomandata AR inviata il 22 dicembre 2011, senza ottenere alcuna risposta; nell’esposto i lavoratori illustrano che «Pare priva di ogni e qualsivoglia logica commerciale la vendita di tali beni strumentali alla Airport Global Service, affinché quest’ultima possa offrire servizi in concorrenza con la società controllata Avio Handling srl». «L’assenza di ogni e qualsivoglia disponibilità di mezzi e strutture proprie, non è solo una palese violazione delle direttive ENAC, ma impedisce di poter assicurare il corretto svolgimento del servizio di assistenza a terra, posto che l’indisponibilità anche temporanea di mezzi da noleggiare ne provocherebbe l’interruzione»; nel 2012 i sindacati dei lavoratori denunciano che «il piano industriale che prevede di razionalizzare i costi [...] si fonda sulla volontà di esternalizzare lavoro e mezzi; il deficit di Avio è prodotto da inefficienze e sprechi che si generano ai piani alti» (L’Arena, 13 luglio 2012); il 5 settembre 2012 l’assemblea dei soci delibera la liquidazione volontaria della società Avio Handling, con previsione per lo scioglimento della società al 31 dicembre 2013. Ad oggi la società non è ancora stata sciolta; il 20 dicembre 2012 la società GH, tramite accordi con le parti sociali, subentra a condizioni di favore, ottenendo deroghe al CCNL e aggiramento delle tutele di cui all’articolo 2112 del codice di procedura civile: dal 18 febbraio 2013 inizia ad operare nello scalo veronese, acquisendo contratti, beni, attrezzature e mezzi di Avio Handling, con il trasferimento di 110 dipendenti sui 219 in carico ad Avio Handling, con contropartita la riduzione dello stipendio e la sottoscrizione del licenziamento volontario e di clausole liberatorie nei confronti di Avio; il personale residuo di Avio, 90 dipendenti, viene posto in Cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore, dall’8 marzo 2013 al 23 dicembre 2013, per la maggior parte anziani, giovani mamme o persone con problemi di salute. La Cassa integrazione guadagni straordinaria viene successivamente rinnovata fino alla fine del 2014 per 76 dipendenti, mediante un accordo firmato presso la regione Veneto [...]
Catullo spa subappalta alla società GH, senza svolgere bandi di gara, anche il servizio assistenza disabili (PRM), la sala VIP e il presidio notturno, lasciando in Cassa integrazione guadagni straordinaria il proprio personale e quello di Avio Handling, partecipata al 100 per cento di una partecipata pubblica, a vantaggio di aziende private; la Catullo è stata già sotto i riflettori negli ultimi anni: nel 2013 la procura ha indagato su alcune ipotesi di reato, dalla malversazione ex articolo 315 del codice di procedura penale, alle false comunicazioni sociali e al falso in bilancio, che coinvolgerebbero i vertici dell’aereoporto nella gestione dei conti della società [...] nel 2014 inoltre procede l’operazione di ingresso di Save, società operante a Venezia: la giunta del comune di Verona ha dato il via libera al conferimento delle proprie 111.563 azioni, per un valore di oltre 3,5 milioni di euro (a fronte di una stima della Catullo di 50 milioni di euro) alla newco Aerogest [...] è emerso che con una giunta comunale straordinaria l‘amministrazione di Verona ha deciso di conferire le proprie quote della Catullo Spa ad Aerogest, e di promuovere un’azione di responsabilità nei confronti degli organi societari in carica all’epoca dei fatti compiuti dal direttore generale, nel biennio 2010-2011, dando incarico al sindaco di esprimere parere favorevole in occasione delle assemblee dei soci programmate il 21 e il 30 luglio. Fino ad ora l’azione di responsabilità era stata avanzata solo nei confronti del direttore generale in carica nel 2011, anno in cui si sono registrati i 26 milioni di perdite; la decisione della giunta ha preso impulso anche dalla verifica sui conti del biennio suddetto affidata ad una società di consulenza per accertare eventuali irregolarità, in relazione alla concessione di incentivi dati alla compagnia aerea Ryanair e all’operazione di acquisto dell’area Kiwi. [...]

2 - Meridiana

Lavoratori Meridiana 6 Ottobre a Verona in lotta

Nel 2009, dopo che i sindacati firmarono l’ennesimo contratto capestro che include ribassi salariali, un gruppo di lavoratori di Meridiana operanti ad Olbia, si organizzarono in un comitato per contrastare un sistema finalizzato al taglio continuo del costo del lavoro (e quindi dei salari e delle tutele) per tentare di ripianare situazioni debitorie sempre più gravi. Da lì a poco il sindacato di base USB entrò in azienda.

Nel 2010 l’azienda mette in cassa integrazione 500 dipendenti. Il 18 novembre 2011 l’ennesimo contratto capestro firmato dai sindacati confederali taglia i salari del 30%. Nello stesso anno Meridiana dichiara perdite per 60 milioni di euro. Negli ultimi 8 anni il costo del lavoro è stato tagliato del 50%. Nell’autunno dello stesso anno, nonostante i lavoratori fossero ancora in cassa integrazione, l’azienda rileva la compagni aerea Air Italy, anch’essa indebitata fino al collo! Ai lavoratori viene prospettato lo spostamento da meridiana Fly al nuovo vettore, e nello stesso tempo un crescente numero di aeromobili cambiano proprietà, passando da Meridiana Fly ad Air Italy. E’ lo stesso amministratore delegato Scaramella che con una comunicazione inviata a tutti i dipendenti il 25 novembre 2013 “prospetta a tutto il personale navigante la possibilità di cessare il rapporto di lavoro con Meridiana Fly e essere assunti dalla Air Italy, a condizioni imposte dall’azienda con un contratto di lavoro meno oneroso per il vettore e negoziato solo con alcuni sindacati (UIL — AMPAV — AMPAC)” (estratto dall’interrogazione parlamentare 11 dicembre 2013 E-014040-13). Concretamente il passaggio nella nuova compagnia avrebbe comportato l’annullamento dell’indennità di anzianità ed un ulteriore ribasso salariale del 30%.
“Al posto nostro ora volano compagnie i cui dipendenti hanno meno diritti e meno tutele, non solo salariali. mentre probabilmente noi il 21 ottobre saremo collocati tutti in mobilità” riassume il dipendente della Meridiana da noi intervistato. Egli punta il dito contro la cattiva gestione, per usare un eufemismo, dell’azienda. Il lavoro, infatti, ci sarebbe; gli esuberi non sono in alcun modo legati ad un calo di merci e viaggiatori che utilizzano aerei. Basti pensare che non appena Meridiana ha ufficializzato l’abbandono dello scalo veronese, la compagnia Neos il 1° ottobre ha annunciato che aprirà 26 nuove rotte al “Valerio Catullo”. A Firenze, dove Meridiana ha chiuso una base, è già stata soppiantata in toto da Weings Air, che ha aperto oltre 40 rotte sullo scalo toscano. Anche il mondo patinato dei piloti e delle hostess è finito. Ora i lavoratori dell’aria vengono assunti con contratti al ribasso, costretti a fare spesso turni massacranti e con tutele decrescenti che li espongono al rischio di licenziamento non appena provano ad alzare la testa!

Molte aziende che hanno adottato queste tipologie di contratto sono fallite, come WinJet, proprietaria di 14 aerei ( lo stesso numero di aerei che vuole tenere Meridiana dopo il licenziamento dei circa 1600 dipendenti). Questo dimostra che il problema non è (ancora una volta) il costo del lavoro ma semmai l’inadeguatezza del management e la concorrenza, che i padroni vogliono scaricare sui lavoratori. In fine anche i sindacati confederali si sono uniti alla lotta portata avanti dalle rappresentanze USB già da tempo, riconoscendone la validità e la fondatezza.Alla trattativa che si sta svolgendo al ministero i sindacati sono compatti nel contrastare un sistema lesivo oltre ogni limite delle prerogative dei lavoratori.
Speriamo solo, aggiungiamo noi, che non sia troppo tardi!
Crediamo che, da tutta questa mole di dati, emerga chiaramente che, sia nel caso di Avio che di Meridiana, il minimo comune denominatore è il tentativo continuo di abbassare la soglia salariale e dei diritti, puntando alla precarizzazione dei lavoratori rendendoli, in ultima analisi: ricattabili!
In entrambi i casi risulta lampante l’inadeguatezza dei sindacati confederali, che per anni hanno assecondato, seppur controvoglia, questo sistema, senza opporsi ad esso in modo conflittuale!
Queste vicende sono uno spaccato di ciò che si muove non solo nel nostro paese, ma in gran parte del mondo occidentale. L’attuazione delle politiche liberiste segue questo solco e i governi che si susseguono senza mandato elettorale stanno facendo “i compiti a casa” commissionato dagli organismi sovranazionali (dal Fondo monetario alla Commissione europea, solo per citarne alcuni).
E’ ora di alzare la testa, tutti insieme, per contrastare questi progetti lesivi della stessa dignità dei lavoratori, e non solo!

Lavoratrici e lavoratori in lotta a Verona

Rete Camere Popolari del Lavoro