[Firenze] Sciopero nazionale dei vigili del fuoco

Sciopero nazionale dei vigili del fuoco

Il 30 novembre i Vigili del Fuoco aderenti al Coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base (USB) hanno scioperato, coinvolgendo circa 1/3 del Corpo, e sono scesi in piazza, con una serie di presidi, in diverse città (Genova, Firenze, Catanzaro).

I pompieri si scagliano contro il Governo perché “sono sempre in prima linea sia nel Soccorso sia nella spending review”. Riprendendo infatti il comunicato dell’USB si legge che “lo sciopero è promosso per rivendicare il diritto ad un nuovo contratto di lavoro, ad una pensione che non sia di povertà e che arrivi ad un età adeguata al lavoro del Pompiere. Denunciamo una situazione insostenibile a causa della spending review, sedi di servizio che cadono a pezzi, nessuna risorsa stanziata per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria. Mezzi che hanno una vita media di 25 anni, senza possibilità di manutenzione straordinaria e anche l’ordinaria e sempre più difficile. Non abbiamo nei magazzini pezzi di ricambio. Siamo senza assicurazione sugli infortuni, siamo esclusi dalle coperture INAIL e la nostra amministrazione non ha ancora trovato una soluzione, da anni! Chi oggi in servizio si è ustionato, fratturato ossa o altro, ha dovuto provvedere con mezzi propri, in alcuni casi indebitandosi. Anche i nostri indumenti di servizio sono vetusti e non ce ne sono più nei magazzini, la situazione è grave. Per garantire la nostra formazione siamo obbligati a farlo nel nostro tempo libero.

Dobbiamo anticipare con i nostri soldi i biglietti del treno per andare in missione per conto del Ministero. Anche quando si viene inviati in calamità fuori regione, si viene retribuiti part time, oltretutto dopo mesi se non anni. L’amministrazione ha tagliato quasi completamente la possibilità di chiamare personale precario, fondamentale per mantenere i numeri del dispositivo di soccorso. I cittadini devono sapere, che un servizio fondamentale come quello dei Vigili del Fuoco non garantisce più la stessa capacità di risposta di cinque anni fa, abbiamo perso nel tempo importanti capacità operative. Accade spesso che sedi distaccate si trovino con un numero di personale inferiore a quello previsto, a volte accade che vengano chiuse. Negli uffici amministrativi le cose non vanno meglio, formazione assente, poco personale, una rete informatica lenta, cancelleria scarsa/assente, anche una penna ed un foglio iniziano ad essere un bene raro, come del resto anche una stampante o un computer. Dirigenti del Corpo Nazionale ridotti a fare i ragionieri. Una volta si occupavano prevalentemente di soccorso, oggi di conti della spesa”.

2015_05_06_vigili_fuoco_sciopero_firenze.jpgI pompieri rifiutano anche contro il loro utilizzo in funzione repressiva, tanto che USB ha aperto da tempo una polemica interna contro l’utilizzo di un Corpo da sempre destinato al soccorso, per eseguire sfratti e sgomberi. L’ultimo caso apertosi riguarda proprio la manifestazione del 1° Maggio a Milano contro Expo, cui hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco iscritti a USB. Se da un lato USB con lo sciopero del 30 ha dato voce a quei vigili del fuoco che “non sono disposti a lavorare sottopagati (7,30 Euro lordi l’ora), per quella che si sta dimostrando la più grande macchina di sfruttamento e precariato nel Paese, a cui vengono chiamati fuori dall’orario di lavoro da tutti comandi d’Italia per mettere in scena un’efficienza che nella realtà non esiste”; d’altro canto da battaglia contro le minoranze sindacali corporative e di destra che intendono espellere dal Corpo quei pompieri che, in quanto lavoratori, hanno partecipato alla Manifestazione No Expo.

Il tema anti-corporativo è infatti molto presente all’interno delle rivendicazioni dei Vigili del Fuoco, che non lasciano fuori né i precari né tantomeno gli amministrativi, e che vedono nella solidarietà con gli utenti e con le altre categorie di lavoratori l’unica strada per ricostruire un’opposizione sociale e politica alle politiche del Governo.

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