Denunciati tremila falsi braccianti: benefici contributivi sulla pelle dei braccianti migranti

Nuova mega truffa all'Inps di 13 milioni di euro: ad essere denunciati sono 3.000 falsi braccianti a cui alcune aziende agricole della Sibaritide (CS), attraverso falsi documenti, attribuivano attività lavorative inesistenti per far ottenere loro le indennità di disoccupazione, di malattia e di maternità.

braccianti-sibaritide.jpg

E tutto è subito chiaro! Non lo è per la stampa di 'regime', che si limita a liquidare la faccenda come l'ennesima truffa perpetrata dai soliti furbetti a danno della collettività, preoccupandosi scrupolosamente di non fare minimo accenno alla situazione di grave sfruttamento dei braccianti migranti. Ma a noi che da qualche tempo seguiamo le dinamiche che si sono sviluppate nelle diverse aree rurali del nostro territorio, tutto è subito chiaro!  La reale parte lesa di questa storia sono, ancora una volta, i 'veri' braccianti migranti delle nostre campagne, il cui sfruttamento si concretizza, sempre più, in diversi livelli.

Al capitale, grande e piccolo, non basta sfruttarli sul luogo di lavoro, pretendendo disciplina, efficienza e produttività a tre euro l'ora, in condizioni inaccettabili e sotto continua ricattabilità.

Per il capitale è vitale costruirsi intorno un sistema ben consolidato di consenso e legittimità, senza il quale la sua pratica non potrebbe fare molta strada. Ed ecco che si congegnano reti clientelari che beneficiano di un ulteriore grado di sfruttamento perpetrato a danno dei braccianti migranti e che allo stesso tempo ha la capacità di procurarsi il consenso di gran parte della popolazione degli indifferenti. In questo modo gli spazi di sfruttamento diventano come fortezza inespugnabili.

Secondo la pratica denunciata, infatti, ben 3.000 persone sono state iscritte nelle liste, pertanto formalmente assunte, ma solo per beneficiare delle agevolazioni contributive. Le giornate non vengono registrate a chi di fatto le effettua ma attribuite ad altre persone, parenti e amici, che in una situazione di crisi tanto acuta come quella che stiamo attraversando non è difficile da rendere complici. E mentre loro, pur incassando i contributi, non lavorano e si godono i benefici, nei campi ci sono gli immigrati, sottopagati e sfruttati. Nulla di nuovo. È il regolare funzionamento del capitalismo!

Rete Camere Popolari del Lavoro