Il governo Monti all’assalto della sicurezza sul lavoro

Le statistiche sulle impressioni dei cittadini italiani sul governo Monti danno come al solito risultati alquanto variegati. Alcuni pensano che quello che ci sta governando sia un governo che dia un’immagine migliore e più sobria dell’Italia, altri sperano ancora (invano, sigh!) in un qualche cambiamento che risolva i problemi cronici del nostro Paese (disoccupazione alle stelle così come l’evasione fiscale, crisi che grava sempre più pesantemente su lavoratori, pensionati e disoccupati, smantellamento della scuola, dell’università, della sanità e cosi via..), altri ancora invece stanno cominciando a capire quanto sia forte il taglio classista dei decreti di questo governo e a subire le conseguenze delle super-manovre di Monti & co., a partire dalla devastante riforma delle pensioni.

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Oggi su Repubblica leggiamo un articolo dal titolo “Smantellato il controllo sugli incidenti di lavoro tutto rinviato alle Regioni”. Avete sentito bene! E’ proprio vero che Monti può arrivare dove altri non hanno neanche osato… E così ha pensato bene di inserire nel decreto Semplificazioni, l’articolo 14, comma F, che parla espressamente di “soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità (UNI EN ISO-9001), o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di accreditamento designato da uno Stato membro dell’Unione europea..”. Ciò vuol dire che basterà una semplice certificazione ISO 9001, che veramente non ha niente a che fare con la sicurezza sul lavoro, per far sì che un’azienda possa essere libera da controlli e verifiche! E l’unico, flebile appiglio per i lavoratori e la loro sicurezza sui posti di lavoro, vale a dire le attività di controllo affidate agli enti locali e alle regioni, dovrà comunque conformarsi a principi emanati dai ministeri competenti insieme con le associazioni imprenditoriali! E cioè con coloro che dovrebbero essere controllati!

Se poi si legge ancora un po’ il testo, il feeling tra governo e padroni diventa addirittura ridicolo: al comma d) si parla addirittura di collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità…

Tutto sommato anche la forma in cui viene presentata la norma, ci fa capire che in fondo non è cambiato proprio nulla: come succedeva con i governi precedenti, sia di centro destra che di centro-sinistra, se si vuole far passare una riforma indigesta, come questa che abbiamo visto sullo smantellamento totale dei controlli alle aziende (che già erano alquanto ridicoli!), su un tema potenzialmente esplosivo, come quello della sicurezza sul lavoro, che ancora oggi provoca in media 3-4 morti al giorno, basta inserirlo in un mega-decreto in cui può restare ben nascosto… Non a caso ancora nessuno, in buona o in cattiva fede, ne ha fatto minimamente cenno.

Insomma ancora una volta sembra che Monti e i suoi ministri sappiano bene l’Italia che vogliono: un paese dove si lavora tanto e a lungo, in maniera precaria e senza diritti di sorta, a totale servizio delle aziende e dei padroni vari, e, forse già dalla prossima settimana, anche a rischio incolumità! Questa è l’idea di crescita che il governo ed il capitale pensano “per noi” – cioè per i loro profitti…

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