Il nostro 8 marzo di lotta! Appuntamenti e una piccola provocazione

L’8 marzo – ci teniamo sempre a ricordarlo – non è la “festa della donna”, una celebrazione, con tanto di mimose e cioccolatini, del “femminile”. È invece la “giornata internazionale della donna”, ovvero una data simbolica che serve a dare rilievo e memoria alle lotte e alle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, così come ad accusare le discriminazioni e le violenze di cui oggi sono ancora oggetto. Non è un caso che il giorno scelto per la “festa” sia appunto l’8 marzo, che ricorda una marcia di donne russe che diede l’avvio alla Rivoluzione Sovietica nel 1917! È in questa tradizione proletaria e internazionalista che ci vogliamo inserire. Vi segnaliamo dunque alcuni appuntamenti a cui speriamo vogliate partecipare, e poi vi lanciamo una piccola provocazione.

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NAPOLI – Alle 10 di mattina saremo a Piazza Municipio per un presidio organizzato con i lavoratori e le lavoratrici Mc Donald’s, in lotta contro 40 licenziamenti oltre che con lo sfruttamento padronale. Ci teniamo molto a questa giornata perché, al di là delle difficoltà della vertenza, vogliamo valorizzare il protagonismo delle donne che è stato altissimo, anche perché sono quelle che subiscono sempre di più i carichi di lavoro, lo spostamento assurdo dei turni, e su cui più grava il peso della vita familiare

Non ci dilunghiamo: qui trovate il volantino che abbiamo scritto insieme e che distribuiremo al presidio. Qui trovate lo spot che lancia la giornata di lotta.

All’Università Orientale già campeggia uno striscione di solidarietà, e molte studentesse verranno a portare il loro supporto. Anche le studentesse di alcuni istituti superiori di Napoli sosterranno la giornata calando degli striscioni e partecipando al presidio.

PADOVA – dopo la straordinaria giornata di lotta del Primo Marzo, e dopo tre settimane di presidio permanente, continua la lotta delle lavoratrici socio-sanitarie della Santa Tecla d’Este. Qui e qui trovate un po’ della loro storia. Domani, dalle 9 alle 23, le lavoratrici vi aspettando al presidio! Come scrivono nel volantino, dobbiamo “ricordare la vera essenza della Festa della DONNA. Donne lavoratrici, donne che si occupano di cura da decenni, che si occupano di non autosufficenti, cinicamente licenziate senza scrupolo dalla Curia che scrive belle parole e compie gesti orribili. Durante la mattinata distribuzione della "mimosa" di lotta per le strade del centro di Este, al pomeriggio punto di ascolto per lavoratori e lavoratrici in crisi, per connettere le lotte… la sera musica a sorpresa perché la lotta della donna è tenace e potente, inarrestabile come acqua del mare”.

FIRENZE – L’8 marzo sarà sciopero all’ipermercato Panorama nel Centro Commerciale “i Gigli”, con un presidio a partire dalle ore 12. I lavoratori scioperano perché da un lato l’azienda aumenta ritmi e tempo di lavoro (apertura domenicale), dall’altro mette in cassa integrazione e si rifiuta di incontrare i rappresentanti dei lavoratori organizzati dall’USB. Questa situazione grava pesantemente sulle donne. Come sottolinea il comunicato dell’USB, “le lavoratrici del commercio nella giornata internazionale della donna si ritrovano di nuovo a dover denunciare tutte le problematiche che gravano doppiamente sulle loro spalle: in un settore dove l’80% degli occupati sono di sesso femminile, dove si impone il lavoro domenicale e festivo,  dove è difficilissimo conciliare i tempi di vita e di lavoro, dove regnano precarietà e part time obbligato. Tutto questo in Paese senza welfare, in cui sono ancora le donne a farsi carico della famiglia, dei figli, ma anche di parenti anziani e malati”.

Vale anche la pena di sottolineare che questi lavoratori del Centro Commerciale Panorama, che hanno capito l'importanza dell’unità delle lotte e di “ricostruire le filiere produttive” sono andati a cercare i lavoratori di Mondo Convenienza e li hanno invitati al loro presidio, al fine di riuscire a organizzarsi e bloccare effettivamente il ciclo del profitto!

ROMA – Infine a Roma alle 17, presenteremo il nostro primo libro, Dove sono i nostri. Lavoro, classe e movimenti nell’Italia della crisi (qui la presentazione). Ci teniamo a segnalare la presentazione del libro in questo post non solo perché è una bella maniera di chiudere una giornata di lotta, ma perché nel corso del nostro intervento metteremo in luce quello che è stato un dato riscontrato più volte dalla nostra ricerca. Ovvero che in ogni ambito lavorativo le donne sono sempre quelle più schiacciate e più sfruttate, e che dunque la questione di genere non è affatto secondaria rispetto a quella di classe, e che dunque in ogni vertenza la particolare situazione della donna va messa in evidenza. Ma non solo. Il nostro libro dimostra che la condizione subordinata della donna non è da attribuire a una generica mentalità, o a una cultura “femminicida”, ma alla posizione materiale che la donna ha nella società. Per questo solo la lotta di classe può emancipare le donne e non farle essere più oppresse, e può emancipare gli uomini non facendoli essere più oppressori.

Insomma, una giornata piena, che ci restituisce ancora una volta sia la fibrillazione che attraversa il mondo del lavoro dal Nord al Sud, sia un protagonismo femminile che va ben oltre le immagini stereotipate della donna che ci veicolano i media.

A tutto questo aggiungiamo una piccola provocazione: noi siamo presenti in poche città e facciamo politica in maniera del tutto volontaria, facendo sponda con tanti compagni, lavoratori, studenti dei collettivi, delegati sindacali..e lo facciamo rubando il tempo all'ozio, allo studio, al lavoro, alla ricerca di un lavoro, finanziandoci con le collette. Ciononostante, riusciamo a sostenere e mettere su tante iniziative e a fare sentire, anche se poco, la nostra voce. Cosa ci dimostra tutto questo? Che è possibile organizzarsi, anche perché nessuno lo farà al posto nostro, per il semplice motivo che sindacati confederali, partiti, politici, non hanno alcuna intenzione di farlo.

Ma non solo. C’è da chiedersi quanta forza avremmo se riuscissimo a mettere su queste iniziative in maniera coordinata, a far comunicare le lavoratrici fra loro, a fare arrivare la nostra voce sui media ufficiali, a condurre cioè tutto il lavoro in maniera sistematica?

Anche per rispondere a questa domanda gireremo l’Italia con il nostro libro, sperando di trovare ovunque compagne e compagni di strada che vogliano allargare e rafforzare questo lavoro!

Rete Camere Popolari del Lavoro