[Caivano - NA] Nulla di fatto tra sindacati e Unilever: chi fabbricherà il nostro fottuto Winner Taco?

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il 26 Marzo, si è concluso con un nulla di fatto l'incontro tra sindacati e dirigenza della fabbrica Unilever di Caivano, unica rimasta in Italia a fabbricare i gelati Algida.

Tema del contendere le proposte di revisione della parte economica della contrattazione aziendale: la dirigenza vuole ridurre le indennità e gli incentivi per i turni di notte e la flessibilità oraria, e vuole “incentivare” i passaggi da full-time a part-time (ne abbiamo parlato qui); i sindacati erano anche disposti ad accettare quelle che di fatto sono riduzioni salariali, ma in cambio di una garanzia formale sui livelli occupazionali almeno fino al 2018. A questo punto la dirigenza aziendale si è mostrata irremovibile, facendo fallire il tavolo in quanto disposta a garantire l'occupazione solo fino a fine 2015!

In tutto questo non si è fatta parola del destino dei 29 lavoratori con contratto scaduto a Settembre scorso, che fra circa un mese perderanno il sussidio di disoccupazione e che non hanno ancora avuto alcuna risposta dall'azienda; a loro sono uniti nel destino altri venti lavoratori con contratto a scadenza imminente, stagionali senza il cui contributo l'Algida non potrebbe riempire i frigoriferi dei bar di tutta Italia, ogni estate.

49 lavoratori a spasso o quasi, incertezza sul futuro occupazionale di circa 800 lavoratori, oltre ai 300 circa delle ditte esterne (per capirsi, la FCA di Pomigliano, che è la più grande fabbrica del Sud, ha circa 2000 dipendenti): che progetto ha la Unilever per il marchio Algida? È questo il vero volto di un'azienda che gioca molto sull'immagine vintage, rassicurante, di gelati che ci accompagnano dalla nostra infanzia? Un Cornetto al gusto fame è previsto per l'estate 2016?

La realtà non è tanto lontana dalle nostre provocazioni: nel 2007 l'Unilever ha deciso un taglio di 20.000 posti nel settore agroalimentare in Europa. In Francia ci furono due mesi di sciopero, nel 2008, contro il progetto di licenziare la metà dei lavoratori, e la stessa cosa avvenne proprio a Caivano nel 2011, quando fu poi risolta col ricorso agli scivoli per i pensionandi e agli ammortizzatori sociali (che il governo Renzi ha pensato bene di cancellare!). Pesa su Caivano la concorrenza della fabbrica tedesca di Heppenheim, dove il costo del lavoro per unità di prodotto è più basso grazie al ricorso diffuso a part-time, stagionali e flessibilità.

Insomma, la ricetta, anche per i gelati, è sempre la stessa: aumentare i profitti abbassando i salari e buttando i lavoratori in mezzo alla strada. Ma è tutto già scritto? No!

In Francia, la Unilever anni fa compro il marchio di tisane Elephant, prodotto a Gemenos, vicino Marsiglia. Il tempo di comprare e già aveva deciso di chiudere la fabbrica e spostare la produzione in Polonia. Ma non aveva fatto i conti con la determinazione dei lavoratori, che dopo anni di lotta non hanno ancora il marchio, ma hanno la fabbrica e producono, in cooperativa, un té buono, bio e solidale!

Cara Algida, il gusto del Cornetto lo vogliamo decidere noi!

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